Italia
Società comunali, scontro sul sì al consolidato
Approvato con l’astensione del M5s. Il no di Buongiorno Lega: «Noi l’unica opposizione» Ferroni: «Abbiamo ereditato le scelte della giunta Nogarin»
Con 16 voti favorevoli, 9 contrari e 4 astenuti, il consiglio comunale ha approvato il bilancio consolidato 2018 (rendendo poi, con una seconda votazione, immediatamente esecutiva la delibera). L’approvazione è stata preceduta da un acceso dibattito: al centro dell’attenzione le modalità con le quali la giunta ha inserito gli enti e le aziende dentro il perimetro di consolidamento.
Un lavoro svolto a regola d’arte ma contestato per l’aver escluso dal cerchio (e di averle omesse anche a margine), rispetto al 2017, nomi del calibro di Fondazione Goldoni, Lem, Spil e Atl, ritenute irrilevanti.
«Seguendo il dibattito – afferma l’assessora Viola Ferroni – si direbbe che abbiamo voluto privare i consiglieri di conoscenza. Ma rileggendo la delibera, approvata dalla precedente giunta per il bilancio 2017, dice che “la scelta degli enti o società che devono essere compresi nel bilancio consolidato dell’ente, viene applicata attraverso l’attuazione del principio dell’irrilevanza tributabile, che consente di poterle escludere dal consolidamento”». Quindi – ha aggiunto – da un punto di vista metodologico, «nulla di diverso è stato fatto quest’anno rispetto a quanto fatto l’anno scorso».
La domanda, semmai, – è stato sottolineato dall’assessora – è perché alcune realtà, presenti nel 2017, non lo sono più nel 2018. «E la risposta non può certo essere fornita da questa amministrazione. Noi ci limitiamo a prendere il pacchetto: il bilancio consolidato è l’ultimo atto di rendicontazione dell’anno precedente».
Polemiche anche sul “tesoretto” lasciato in eredità dalla giunta Nogarin. «Non abbiamo mai disconosciuto una corretta amministrazione delle finanze pubbliche. Ma – prosegue Ferroni – non può e non deve essere un motivo di vanto per la precedente amministrazione Cinque Stelle: non si tratta di buona politica, che impone il fatto di saper scegliere azioni corrette per il bene della città. Chiudere un mandato col tesoretto in cassa non è bello: avrei preferito pochi soldi, ma tante belle cose fatte in più».
L’assessora spiega che il vero obiettivo non è quello di escludere, ma di rendere tutti partecipi della reale situazione delle questioni più annose, Aamps e Li.ri. su tutte.
Situazioni rognose e complicate, per le quali sono in corso azioni decise: un fatto che conferma anche Gianfranco Simoncini.
L’ex vicesindaca della giunta Nogarin, Stella Sorgente, in vista del voto ha comunicato la decisione del M5s di astenersi: per questo viene criticata dai rappresentanti della Lega.
«L’astensione conferma che in questo consiglio comunale – ribadisce con forza la capogruppo leghista Costanza Vaccaro – l’unica vera opposizione proviene dai banchi di centrodestra. Noi votiamo contro, in quanto, nonostante che il lavoro sia stato correttissimo, avremmo preferito avere più elementi a disposizione, una visione d’insieme più larga».
Contraria anche la rappresentanza di Buongiorno Livorno. «Il bilancio consolidato – precisa Valentina Barale – è la rappresentazione di come la capogruppo gestisce il suo gruppo: In questo momento il Comune ha le sue maggiori difficoltà di bilancio nei settori fondamentali, Aamps, Asa, Li.ri. e Spil (che dovrebbe essere un fiore all’occhiello), quindi non possiamo che dare un voto, su questa gestione, politicamente negativo». —
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