Gioco
Nostromi, Livorno apripista per la Giornata nazionale
Accademia navale e Capitaneria con l’Unsi rendono omaggio per la prima volta a una figura indispensabile sia a bordo delle navi che all’interno dei porti
LIVORNO. Il nostromo è una delle figure fondamentali nel mondo di chi va per mare: tanto a bordo di una nave quanto a terra nella gestione di un porto. Livorno è stato scelto come palcoscenico delle celebrazioni della prima “giornata” dedicata ai nostromi per iniziativa dell’Unione nazionale sottufficiali italiani (Unsi) che ha trovato sponda nei vertici della Marina militare: tant’è vero che quest’edizione apripista si è celebrata all’interno dell’Accademia navale, l’“università del mare” che forma gli ufficiali e che in questa circostanza è diventata location per una iniziativa che invece mette al centro i sottufficiali. Del resto, anche il ministro dell’ambiente Sergio Costa – proveniente anch’egli dal mondo delle “stellette” come generale di brigata dei carabinieri forestali e al tempo stesso, in quanto titolare del dicastero dell’ambiente, al vertice della polizia ambientale demandata in mare alle Capitanerie – non ha voluto far mancare il proprio affettuoso messaggio.
È stato il contrammiraglio Flavio Biaggi, comandante dell’Accademia navale, ad accogliere i 400 studenti (Vespucci-Colombo, Nautico, Enriques, Cecioni, Niccolini Palli più scuole di altre città come il Fiorillo di Carrara, il Mennella di Ischia e l’istituto comprensivo di Santa Croce). Il contrammiraglio Giuseppe Tarzia, direttore marittimo della Toscana, ha paragonato il ruolo del nostromo a una sorta di “spina dorsale” senza la quale la “testa” (il comando) non avrebbe forti difficoltà a guidare tutto l’insieme e le “gambe” (la “bassa forza”) non saprebbero come muoversi. Vito Impagliazzo, presidente onorario della sezione ischitana dell’Unsi, ha ricordato che la “giornata”, in vista del progetto del centenario del “milite ignoto” (2021), nasce per richiamare l’attenzione su questa «funzione apicale della categoria dei sottufficiali».
Dopo che il capitano di corvetta Rino Gentile, comandante alla 2° classe degli allievi dell’Accademia, ha spiegato la vita dell’allievo a bordo della nave scuola Vespucci e il capo di 2° classe Francesco Cigna ha illustrato cosa fa il nostromo di bordo del veliero più bello del mondo e a cosa serve il “fischietto”, è toccato al 2° capo scelto Antonio Mantellini (Direzione marittima di Livorno) far conoscere cosa fa il nostromo di porto e come segue l’ormeggio e il disormeggio delle navi, oltre a mille altre cose. Il capitano di fregata Alessandro Cirami, comandante zona Fari Tirreno Settentrionale, ha messo l’accento sulla vasta gamma di apparecchi di segnalamento, a cominciare dai fari (con le particolari proprietà fisiche delle lenti in grado di indirizzare la luce fino a 50 chilometri e passa). Infine, il capo di 1° classe Giovan Giuseppe Ferrandino ha illustrato le strategie della Guardia Costiera sul fronte della tutela del mare, in particolare nell’iniziativa “Plastic free” contro gli effetti devastanti delle microplastiche in un mare quasi chiuso com’è il Mediterraneo. —
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