Gioco
Minaccia il barista con un paio di forbici: costretto alla fuga e denunciato
Livorno: il titolare del Caffè Carducci ha reagito colpendolo con l’espositore delle patatine. Bandito e compagna indagati per tentata rapina e ricettazione di una Lancia Y
LIVORNO. Ha fatto irruzione nel bar mentre il titolare aveva appena spalancato la saracinesca per preparare le colazioni. Via del Vigna, sono le 5.30 di mattina del primo ottobre. Al Caffè Carducci si presenta un uomo con un foulard celeste in faccia. Biondino, una quarantina d’anni, chiara parlata livornese. «Dammi cento euro che ce n’ho bisogno», urla al barista. Poi con la mano destra tira fuori delle forbici da elettricista. Saranno lunghe 10-12 centimetri, quanto basta a far paura. Ma Luca Bagnoli, il titolare del locale, reagisce d’istinto alla minaccia e prende in mano un vaso di terracotta. «Vai fuori», grida. Poi gli spinge addosso un espositore delle patatine, offendendolo in tutte le maniere, fino a farlo indietreggiare.
È stato un tentativo di rapina finito con la fuga del bandito quello avvenuto ieri mattina all’incrocio fra via del Vigna e viale Carducci. Una fuga su un’auto rubata durata qualche ora, visto che sia lui (41 anni) che la compagna (di 30) sono stati poi rintracciati in via Haiphong e denunciati dagli agenti della Squadra volante della polizia di Stato, guidata dal commissario capo Claudio Cappelli, per tentata rapina in concorso, furto aggravato e ricettazione, in quanto viaggiavano su una Lancia Y di un’altra persona, che ne aveva appena denunciato il furto e che poi, grazie ai poliziotti, ne è tornata in possesso.
L’imprenditore era da solo quando si è trovato faccia a faccia col quarantenne, poi scappato sulla macchina insieme alla donna di 30 anni, seduta sul sedile accanto a lui. «Quando sono arrivato, anche se era buio – racconta Bagnoli – avevo visto con la coda dell’occhio queste due persone che discutevano. Lui era fuori dall’auto e si stava cambiando i vestiti. Lì per lì non ci ho dato troppo peso, anche se lui era a torso nudo e in quel momento con la faccia ben visibile, senza il foulard che la copriva. Poi si è messo la maglietta e questa sorta di foulard o fazzoletto celeste».
Entrambi sono livornesi. Bagnoli lo aveva già capito dalla parlata, visto che prima di andare via il bandito gli ha urlato: «Tanto ti ribecco…», in tono tutt’altro che conciliante. Il socio del bar, ne è il titolare insieme a un’altra persona, ha immediatamente chiamato il 113, che ha inviato sul posto la Squadra volante. Gli agenti hanno parlato con l’imprenditore, raccogliendo la sua denuncia. Poi hanno battuto la città alla ricerca dei malviventi, trovati dopo qualche ora sull’auto parcheggiata e danneggiata in via Haiphong. Mancando la flagranza di reato, sono stati denunciati. Fondamentale anche l’apporto della Squadra mobile della polizia di Stato, diretta dalla vicequestore aggiunto Valentina Crispi, che ha collaborato alle ricerche fin dal principio.
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