Il Tirreno

Livorno

Lite con le spranghe in Venezia: «Mi ha picchiato fuori dal pub»

Stefano Taglione
Le macchie di sangue in strada (foto Repetti/Pentafoto)
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Le macchie di sangue in strada (foto Repetti/Pentafoto)

Parla uno dei volontari del circolo La Strega, Alessandro Giusto: «Ho un bernoccolo in testa». Ferito al braccio un tunisino di 39 anni. La Squadra mobile ha aperto un’indagine

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LIVORNO. «Quella persona l’avrò vista mezza volta in vita mia. È arrivata all’improvviso, mentre stavo chiudendo il locale, incolpandomi del furto della sua bicicletta. Mi ostacolava, non voleva farmi andare a casa. Poi mi ha preso per il collo e tirato un pugno in testa. Stava per tirare fuori un coltello. Come si è ferito? Non lo so, io sangue non ne ho visto. Sarà successo dopo. I miei collaboratori mi hanno aiutato ad allontanarlo, poi il presidente del circolo (tunisino anche lui ndr) lo ha portato via. Sono vittima, come lo è il pub La Strega».

A parlare è uno dei volontari del noto circolo di via del Forte San Pietro, Alessandro Giusto, che ricostruisce quanto accaduto alle 3.30 della notte fra sabato 28 e domenica 29 settembre. Un’aggressione – secondo la sua versione dei fatti – che alcuni residenti della Venezia al Tirreno hanno raccontato molto più cruenta, «con transenne e spranghe, sangue ovunque e un nordafricano colpito con una spranga di ferro». «Io sono stato picchiato e ho un bernoccolo in testa – prosegue Giusto, che non parla di rissa, ma di lite fra due persone, lui e il tunisino – il resto non l’ho visto, né so come questa persona (che io non so nemmeno come si chiami) si sia ferita. Con un pezzo di vetro? Forse, ma bottiglie rotte non ce n’erano. Fuori qualcuno era effettivamente ubriaco, non lui però, e il locale era già chiuso. Anzi, io me ne stavo proprio andando a casa. Non sono neanche andato in ospedale perché non mi sembrava il bernoccolo una ferita così grande da ricorrere alle cure del pronto soccorso».

Giusto, 30 anni, riassume così (dal suo punto di vista) cosa sarebbe accaduto nella notte fra sabato 28 e domenica 29 settembre in Venezia. E dice che è la prima volta che ha a che fare con quella persona. «Era poco più grande di me, avrà avuto 40 anni – dice – e ora ho paura che vi siano ripercussioni negative sul locale, visto che era già chiuso. Noi siamo stati vittime. Si è avvicinato e si è messo a picchiarmi, accusandomi di un furto che non potevo neanche aver fatto, visto che sabato ho lavorato tantissimo e non ho nemmeno avuto il tempo di uscire fuori a fumarmi una sigaretta».

Le forze dell’ordine sono state avvertite a lite ormai terminata, con i contendenti che si erano già dileguati. Una volta ricevuta la chiamata al 113, infatti, le volanti della polizia di Stato, guidate dal commissario capo Claudio Cappelli, sono subito arrivate sul posto, senza trovare nessuno. I residenti, comunque, hanno visto tutto. Come i soccorritori della Svs che hanno portato al pronto soccorso il tunisino, che ha 39 anni. Sul caso sta comunque indagando la Squadra mobile, diretta dalla vicequestore aggiunto Valentina Crispi, e presto saranno ascoltati tutti coloro che hanno partecipato o assistito alla furibonda lite, residenti della Venezia compresi.

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