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Tre milioni di lavori per sistemare Calafati: "Lavori alla scuola fino al 2021"
Livorno, Bessi: «Stiamo cercando le risorse». Nel frattempo mancano gli spazi e si propone agli istituti di “cedere” indirizzi o ruotare
LIVORNO. Doveva essere pronto ad ospitare la succursale del liceo Enriques nel gennaio 2019, l’istituto Calafati. La Provincia aveva dato l’ok. Là dentro dovevano poter studiare oltre 300 studenti, andando a risolvere la “fame di aule” dell’istituto di via della Bassata. Così non è stato. Questa operazione è sfumata dopo scioperi, proteste e cortei degli studenti in cui si mettevano in dubbio le condizioni di sicurezza della struttura. Tanto che nessuno studente ci ha mai messo piede. Ora si scopre che quell’istituto potrà essere utilizzato solo tra un paio d’anni dopo una serie di lavori per un importo di oltre 3 milioni di euro “per giungere all’abilità complessiva”, come si legge all’albo pretorio della Provincia.
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Da questa “mancanza” di spazi utilizzabili si arriva, oggi, ad una proposta-rivoluzione da parte di palazzo granducale di trasloco di alcuni indirizzi di punta (Linguistico e Scienze Umane) da una scuola all’altra. «Certo, la questione degli spazi esiste ma questa non ha guidato la stesura della proposta che intende solo andare nella direzione di un miglioramento dell’offerta formativa». Si difende con forza la presidente della Provincia, Marida Bessi, che poi aggiunge: «Per quanto riguarda Calafati non sarà pronto prima del 2021»
In attesa che si reperiscano le risorse necessarie per i lavori di adeguamento alle norme antisismiche, all’efficentamento energetico, all’adeguamento degli impianti e all’abbattimento delle barriere architettoniche, la Provincia dalla sua, non nega che l’ipotesi di razionalizzazione degli indirizzi fatta ai dirigenti scolastici avrebbe anche l’effetto di “decongestionare” gli spazi di quegli istituti che da anni manifestano fame di aule, licei Enriques e Cecioni in primis. Si scrive così nella proposta. È evidente che si tratta di un’operazione legata alla vicenda Calafati. «Ci teniamo a dire che la scuola da punto di vista statico si è rivelata a posto come ha evidenziato una recente indagine: tenuto conto che la Provincia con tutti gli spazi che ha a disposizione è in grado di dare risposte alle esigenze dei singoli istituti, abbiamo deciso di tenere chiusa una scuola che comunque presentava criticità e di farne un edificio prototipo con una completa messa a norma rispetto a tutte le normative vigenti». I lavori dal fare sono tanti. E costosi. Si parla di 3.298,600 euro. «Siamo nella fase di reperimento delle risorse», continua Bessi.
Nel progetto di fattibilità tecnica ed economica firmata dalla dirigente Barbara Moradei. E si basa su uno studio sulla vulnerabilità sismica dell’edificio già effettuato durante l’estate. Con quale esito? «Visti gli esiti dello studio sulla vulnerabilità sismica, che riportano un buon comportamento statico della struttura, ma un basso indice di rischio in termini sismici, gli interventi di adeguamento propongono un rinforzo strutturale, mediante la realizzazione di opere in cemento armato con la funzione di irrigidimento della struttura e di assorbimento delle spinte sismiche. Sono previste pertanto opere strutturali e architettoniche quali demolizioni e ricostruzioni di tutti i tramezzi interni», si legge nella progetto di fattibilità.
In soldoni questo vuol dire che si dovrà fare un intervento importante di demolizione di tutti i tramezzi interni, servizi igienici, pareti, pavimento e strati non strutturali dei solai, delle pareti divisorie. Tutta questa operazione servirà per garantire l’irrigidimento del piano dei solai.
Dopo aver garantito irrigidimento della struttura e assorbimento delle spinte sismiche residue, si procederà con la ricostruzione delle parti interne che sono state demolite e la distribuzione di servizi igienici ed aule.
I servizi igienici previsti nel progetto, distinti per genere, sono in numero adeguato secondo quanto prescritto dalla normativa. Per ogni blocco wc, è prevista la presenza di un bagno per utenti disabili. Il progetto inoltre prevede la realizzazione di un ascensore a norma per gli studenti disabili; nuovi impianti elettrici ed illuminotecnici, la realizzazione dell'impianto di illuminazione di sicurezza, un impianto televisivo per tv digitale terrestre e per tv satellitare al fine di permettere l'accesso alla tecnologia multimediale; la realizzazione di un impianto anti-intrusione, un nuovo impianto fognario.
Insomma, i lavori strutturali da fare sono tanti. A questi si aggiungono la sostituzione degli infissi esistenti per rendere l’edificio coibentato da un punto di vista energetico. E poi sarà affrontata tutta la questione delle barriere architettoniche. Ad oggi, infatti, gli studenti disabili possono accedere solo al piano terra. Con la realizzazione dell’ascensore l’edificio diventerà accessibile nella sua totalità. «L’amministrazione provinciale ha inteso approfondire le fasi necessarie a sviluppare una completa messa a norma degli edifici scolastici, così l’immobile di via Calafati, al momento vuoto, diventa il punto di innesco per verificare quali e quante debbano essere le fasi necessarie alla messa a norma. Una sorta di edificio prototipo», conclude il documento. —
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