Il Tirreno

Livorno

chiara alessi 

Le stranezze del design nel regno degli oggetti

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LIVORNO. Le immagini raccontano l’una dopo l’altra anche le assurdità del design: fino al ventilatore attaccato alla forchetta per raffreddare gli spaghetti o il “nulla” «in vendita a 7,99 euro perché di oggetti ne abbiamo già troppi». A illustrare la carrellata è Chiara Alessi, celebre studiosa di design (come prof del Politecnico di Milano e curatrice di mostre), una che il design l’ha respirato in casa, visto che appartiene a una famiglia che è entrata nelle case di milioni di persone con oggetti cult, alcuni perfino pop surreali come l’accendigas “Uccello di fuoco” e lo scopino wc “Merdolino”.

Fra gli elementi di una straordinaria fotogallery figura, per dirne una, la “poltrona sacco” che, non a caso nel ’68, è una rivoluzione nell’arredamento: fino a quel momento i mobili sono fissi e hanno un ruolo, sono le persone che si muovono negli spazi. Qui no, – dice Alessi – c’è un sacco che cambia tutti i paradigmi ma per chiunque è rimasto la “poltrona di Fracchia”.

La prof. Alessi passa in rassegna «gli oggetti nati seri e diventati ridicoli» così come «quelli creati come buffi ma diventati icone del tempo». Un esempio? L’orologio Swatch con i cerchietti che indicano i numeri delle ore precipitati in basso. Un altro? Il biscotto da mettere come un ditale per inzupparlo nella Nutella. E poi: l’aeroplanino-forchetta per dar da mangiare ai bimbi piccoli, il peso da plaestra che in realtà è una bottiglietta d’acqua («ma se bevi non è più un peso»). Fino a oggetti nati come non-sense: l’innaffiatoio col becco alla rovescia che butta l’acqua all’interno del contenitore. —

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