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«Ora ci siamo rotti i polmoni...»: in 5mila in marcia a Livorno per l’ambiente
Un fiume di persone da piazza Cavour al museo di Storia Naturale: «Fontanelle dentro alle scuole»
LIVORNO. «C’avete rotto i polmoni». E ancora con tutta l’ironia livornese una finta pagina del Vernacoliere con la scritta: «Allarme clima. Se trombate ’ome difendete ir pianeta siamo messi male».
Sono circa 5mila i ragazzi che, ieri mattina, hanno dato vita alla manifestazione livornese per il Fridays For Future. Un corteo vivo e molto partecipato che ha richiamato la partecipazione degli studenti livornesi, liceali, universitari, ma anche studenti delle scuole medie, che, insieme ai loro compagni, genitori, insegnanti, hanno sfilato per le vie del centro, da piazza Cavour fino al Museo di storia naturale del Mediterraneo. Tra i cori “Noi vogliamo un futuro”, con i cartelloni “Per un mondo bello come noi”, “Il pianeta si sta esaurendo”, “Se le foreste fossero soldi, la gente ucciderebbe per salvarle”, i ragazzi hanno manifestato per il clima. «La manifestazione – spiega Marika Favilla, 17 anni, studentessa al Cecioni, del distaccamento livornese del Fridays For Future – è stata organizzata affinché la politica ascolti la scienza: è necessario rimanere sotto l’1,5 gradi dei livelli preindustriali, altrimenti il cambiamento climatico sarà inarrestabile».
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La manifestazione che si è svolta a Livorno si allinea al terzo sciopero globale per il clima indetto dal Fridays For Future, movimento che ha preso vita grazie all’impegno di Greta Thunberg. «Non mi aspettavo – continua Marika – di vedere così tanta partecipazione. Ci siamo fatti sentire e andremo a bussare alla porta di chi non ci ascolta. Chiediamo alla città un piano di mobilità sostenibile, chiediamo scuole plastic free, vorremmo le fontanelle dentro le scuole, le borracce al posto della plastica. Sarebbe bello premiare chi si sposta in bici».
Cantano ballano, urlano e cercono così di farsi sentire. « "Chiediamo – spiega Federico Butori, 21 anni, studente universitario – che la voce della scienza venga ascoltata: la grave crisi climatica che stiamo vivendo su scala globale è imminente. Chiediamo al governo italiano un impegno affinché, entro il 2030, l’Italia esca dal fossile: se non riusciremo a fare questo, potrebbero aprirsi degli scenari inquietanti».
Sara Quercioli studentessa del Niccolini Palli garda avanti: «È necessario – spiega – sensibilizzare le nuove generazioni al problema della crisi climatica. Il corteo ha l’obiettivo di aprire un confronto diretto fra ragazzi e città: non c’è più tempo da perdere, è necessario agire quanto prima».
«Ci aspettavamo di vedere tanta gente – le fanno eco Pietro Grassi, 15 anni, studente Enriques, Luigi Ferrieri Caputi, e Samuele Leoni, 19 anni, studenti universitario – ma questa partecipazione massiccia è andata oltre tutte le aspettative. Una manifestazione trasversale, che ha richiama gli studenti liceali, i ragazzi più piccoli e gli universitari, e i lavoratori». Genitori vicini ai figli. «Una bella manifestazione – racconta Alessia Peluso, 15 anni, del Cecioni – molto viva e dinamica, quanto mai attuale: il tema dell’ambiente riguarda tutti». Il l corteo – spiega Rosalba Volpi insegnante in pensione – «è riuscito benissimo, ci sono molti giovanissimi, è un segnale molto bello. È importante che ci siano movimenti dal basso». Tra la folla anche Giovanna Cepparello, assessora all’ambiente. «I ragazzi sono stati molto bravi a organizzare la protesta e a promuovere la consapevolezza ambientale nei loro coetanei. La coscienza ambientale tra i giovani sta superando quella degli adulti, una bella cosa».
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