Il Tirreno

Livorno

Festival del ridicolo: c'è il tutto esaurito. In fila per la magia di una bella risata

Simone Fulciniti
Festival del ridicolo: c'è il tutto esaurito. In fila per la magia di una bella risata

Livorno, debutto della kermesse dell’ironia in piazza del Luogo Pio Bartezzaghi: la satira non ha limiti ma ha bisogno di cornici

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LIVORNO. Un autentico bagno di folla accompagna il “taglio del nastro” della quarta edizione del festival “Il senso del ridicolo”. La vasta platea, sistemata sotto il tendone appositamente costruito al centro di piazza del Luogo Pio, è completamente esaurita (così come esauritissimi risulteranno i posti in serata all’incontro con Anna Bonaiuto). Tante persone in piedi, e la gente rimasta fuori si accalca alle uscite nella speranza di captare qualcosa. Tra i moltissimi presenti, spicca la distinta figura del direttore Stefano Bartezzaghi, visibilmente emozionato dal tanto calore che gli riserva la cittadinanza labronica.

«Ridere, certo, – spiega – ma anche riflettere sul riso ha il suo peso. Non siamo una carrellata di comici, ma una bella occasione per studiare i meccanismi che fanno scattare il sorriso. E lo facciamo in un modo leggero e piacevole».

Tre giorni per un percorso introspettivo. «Non cerchiamo chi fa ridere per mestiere, o involontariamente, ma – aggiunge Bartezzaghi – il esploriamo il ridicolo nella vita di ciascuno di noi: ci insegna a sorridere anche per le cose che succedono agli altri. Quello che mi interessa di più è che il senso del ridicolo è una cosa che riguarda, o dovrebbe riguardare tutti».


Il direttore della kermesse si sofferma inoltre, sull’aspetto più serio dell’intera vicenda. «Tutti abbiamo delle cose sulle quali non vogliamo che si rida. Il mio pensiero è che la satira, pur non avendo limiti, dovrebbe comunque avere dei confini: ha bisogno di una cornice che la contenga. In quanto senso, il problema del mondo contemporaneo (vedi Charlie Hebdo) è che spesso dai giornali di satira fuoriescono alcune vignette che corrono ovunque e vengono scambiate per vere e proprie notizie, creando degli equivoci anche molto gravi».

Raggiante il sindaco Luca Salvetti, che con il festival dell’umorismo, dà il via ad un percorso che si annuncia fantastico. «Piazza del Luogo Pio – afferma – sta diventando l’ombelico del mondo. Da anni fa da sfondo ad un festival importante, che è riuscito in poche edizioni a diventare un “marchio” in grado di raccontare la città nella maniera migliore. La nostra capacità di ridere, di sorridere di noi stessi e degli altri; con l’aggiunta dei tocchi di classe che il direttore Bartezzaghi, con i suoi collaboratori, sanno regalarci».

Quando il sindaco annuncia la prossima mostra Modigliani, viene sommerso da un applauso fragoroso. «Dobbiamo cominciare da qui a riappropriarci delle nostre caratteristiche, dei nostri tratti somatici, che sono ben rappresentati dall’umorismo, dalla capacità di sorridere e dai grandi personaggi che questa città ha offerto al resto del mondo. E quindi noi, partiamo per questo affascinante viaggio, da un luogo, che a breve verrà trasformato, e sarà bellissimo».

Presente al debutto del festival anche Simone Lenzi, assessore alla cultura, che l’anno scorso al festival è stato fra i relatori. «Non sono mancato ad alcuna edizione, e questa volta mi sento felice di farne parte, per quel che compete all’amministrazione comunale».

Tanta la curiosità per un programma ricchissimo, rincara: «Cercherò di seguire il più possibile. Devo dire che non sono mai stato uno spettatore deluso. Invito tutti a partecipare: saranno ore spese molto bene».

Chiude il quadro Riccardo Vitti, presidente della Fondazione Livorno, uno dei motori che rendono possibile la manifestazione. «Molti – sottolinea – non ci conoscono, o non riescono a percepire l’importanza della fondazione. E’ una fondazione bancaria, nata dopo aver venduto le azioni della vecchia cassa dei risparmi. Un valore investito, che ha una rendita finanziaria, interamente riversata sul territorio. E grazie a questo passaggio, il settore arte e cultura, può permettersi di partecipare a organizzazioni come questa».

Viti conclude il suo intervento con i doverosi ringraziamenti. «In primis, il direttore artistico Bartezzaghi, per questi programmi sempre molto interessanti. Poi le istituzioni (il Comune infaticabile e la Regione patrocinante); infine una parola speciale per le scuole e tutti gli studenti che rendono volontariamente servizio, e per i miei pochi ma buonissimi collaboratori».

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