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Si spegne a 69 anni il guardiano della Meloria: viveva per i militari morti nel disastro del ’71
Livorno, Franco Gallerini costretto in carrozzina, si prendeva cura del monumento ai caduti. È stato paracadutista della Folgore. La sorella: «Un uomo stupendo»
LIVORNO. Da 31 anni, da quando è stato costretto su una sedia a rotelle, si è preso cura «dei suoi ragazzi». Quei «ragazzi» – come li chiamava amorevolmente lui – sono le 52 vittime della tragedia della Meloria, di cui lui era «il guardiano». I 46 paracadutisti italiani della Sesta compagnia “Draghi” e i sei militari britannici morti al largo di Livorno il 9 novembre del 1971, dopo l’inabissamento dell’Hercules della Royal Air Force appena decollato dall’aeroporto di Pisa e impegnato in un volo tattico antiradar nell’ambito dell’esercitazione Nato “Cold Stream”.
Lutto in città per la scomparsa del sessantanovenne Franco Gallerini, ex parà della Folgore che abitava con la famiglia nel rione di Shangai. Originario di Castelfranco di Sotto, nel Pisano, prima di arruolarsi aveva lavorato nel comprensorio del Cuoio come tagliatore di pelli. Poi aveva vissuto sempre a Livorno, con la moglie Gabriella, da cui ha avuto un figlio, Federico Gallerini.
Lo chiamavano «il guardiano della Meloria», visto che puliva il monumento ai caduti, adornandolo sempre con dei fiori freschi. Si prendeva cura di quei 52 «ragazzi» morti troppo presto come se fossero i suoi figli. «Andava lì – ricorda la sorella Mara Gallerini, che vive a Pontedera – da quando è stato costretto a muoversi in carrozzina. Franco è stato un fratello stupendo, gli volevo tanto bene. Una persona veramente buona e valida, amata e benvoluta da tutti sia a Livorno che a Castelfranco, di dov’era originario».
Il sessantanovenne è morto a causa di una malattia. Nelle ultime settimane le sue condizioni di salute si sono purtroppo aggravate fino al decesso, avvenuto nella notte fra mercoledì e giovedì. È stata la sorella Mara, sulla pagina Facebook del fratello, a darne l’annuncio a suo nome. «Stanotte – ha scritto– Franco, “Il guardiano della Meloria”, ha fatto il suo ultimo lancio verso il cielo. Riposa in pace fratello adorato. Grazie a voi tutti per la vicinanza». Decine i messaggi di cordoglio arrivati da tutta Italia. «Per me Franco era un grande amico e una persona sincera genuina; non ha mai fatto sentire il peso della croce che lo affliggeva», lo ricorda l’amica Alessia Tonelli.
Alla tragedia della Meloria l’ex paracadutista ha anche dedicato alcune poesie. Una in particolare, dal titolo “Già sorgeva l’alba”, è stata pubblicata dal Tirreno il 12 novembre del 2004, il giorno dopo il trentatreesimo anniversario del disastro aereo. «Onore ai parà caduti nel mare di Livorno», così si concludeva il suo testo. «Aveva la quinta elementare – ricorda la sorella – eppure con il cuore scriveva bellissime poesie, dedicate anche ad altre persone, non solo alla tragedia». Ogni anno, alla cerimonia di ricordo nella caserma Vannucci, Gallerini era ospite fisso insieme ai familiari delle vittime. Ma questo novembre, purtroppo, neanche lui ci sarà più.
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