Gioco
“Bimbe motose” in piazza sulle orme di Greta: «Bici e borraccia per avere un futuro»
Livorno, venerdì 27 settembre l’appuntamento con il “Friday for Future” «Ognuno di noi può fare qualcosa per tutelare l’ambiente»
LIVORNO. Dall’alluvione alla sfida globale per salvare il clima: bimbi e bimbe motose di nuovo in prima linea. «È chiaro – dicono – che non siamo in grado di ridurre l’inquinamento a livello globale, ma il nostro motto è “pensa globalmente, agisci localmente”. Perciò ci impegniamo nel quotidiano per salvaguardare il nostro territorio». Domani a livello mondiale si svolgerà la manifestazione sciopero per la tutela della terra. Una presa di coscienza delle persone sulla lotta all’inquinamento. E anche nella nostra città, grazie all’impegno dei ragazzi del Friday For Future Livorno, si svolgeranno manifestazioni, dibattiti e riflessioni sul surriscaldamento globale. Al Centro Artistico Il Grattacielo si è svolto il convegno “Clima e ambiente, quale futuro? ” e sul palco sono saliti anche alcuni rappresentanti del movimento, insieme a due ragazze dei Bimbi Motosi.
«Non servono chissà quali doti per fare qualcosa per l’ambiente – spie Anna Sofia, 19 anni –, bastano piccoli gesti quotidiani che possono fare la differenza. Per esempio, ho iniziato a usare la borraccia riempiendo l’acqua alle fontanelle, invece di utilizzare le bottiglie di plastica. Poi è chiaro che bisogna ascoltare i consigli degli esperti e degli scienziati che ne sanno più di noi». Sul palco anche Sara Passalacqua, entrata nel movimento del “Friday” da qualche mese. «Bisogna imparare a muoverci senza utilizzare auto e motorini. Io vivo nella zona della Baracchina Rossa e per spostarmi uso la bici o i mezzi pubblici. Spesso vado anche a piedi, a Livorno è fattibile». Ma oltre a quello che uno può fare per se stesso, è importante anche l’influenza che si ha sugli altri.
«Ho iniziato – continua Sara – a far notare ai miei amici i loro comportamenti sbagliati. A costo di diventare noiosa, quando vedo che gettano a terra le cicche di sigaretta, chiedo loro di raccoglierle, o le vado a togliere io. Lo stesso capita quando qualcuno lascia i rifiuti al mare. Di solito prima di venire via, pulisco la zona».
Ad aver pulito il lungomare, qualche giorno fa, è stato anche Luigi Ferrieri Caputi, uno dei rappresentanti del mondo studentesco livornese e del Friday For Future. «Sono partito dalla Baracchina Bianca e sono arrivato alla Terrazza. In un paio d’ore, lungo la passeggiata ho raccolto un sacco intero di cicche di sigarette. È chiaro che questa è una cosa infinitesima rispetto al problema dell’inquinamento globale, però se tutti lo facessero, la città e il mondo sarebbero migliori».
Sul palco anche Lisa Lorenzetti e Mariam Sayed che due anni fa sono scese in strada per aiutare le famiglie livornesi colpite dall’alluvione. «Anche le alluvioni – ricordano – sono l’effetto di questo clima impazzito. Ed è impazzito per colpa nostra. Dobbiamo cercare di limitare i danni, facendo quello che possiamo per rispettare l’ambiente. Pensiamo, per esempio, alla raccolta differenziata che dev’essere fatta correttamente o al non svuotare l’olio da cucina nel lavandino. L’olio è molto impattante a livello ambientale e dobbiamo evitare che finisca in mare».
L’incontro, organizzato dalla Flc Cgil, si è concluso con l’esibizione di due gruppi musicali di giovani livornesi, i Liars che hanno suonato alcuni brani dei Queen e i Gaudats Junk Band, un gruppo che per suonare utilizza strumenti realizzati con materiali riciclati.
«Bisogna iniziare a sensibilizzare i bambini già da piccoli – insistono Francesca Muzzi, docente della scuola dell’infanzia e Valentina Specchia, professoressa di scienze delle scuole medie, che erano presenti in platea – perché è a quell’età che si impara a comportarsi. È chiaro che a cinque anni viene visto tutto come un gioco, ma poi crescendo si capisce tutto. Per i più grandi, tra l’altro, il piano formativo prevede tante attività di pulizia delle spiagge e delle piazze in collaborazione con le associazioni ambientaliste. Così, dalla teoria si passa alla pratica». Come dal locale si va all’universale passando dalle bimbe motose. —
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