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A Livorno il ritorno di filobus o tram, ecco il dossier per rivoluzionare il traffico

A Livorno il ritorno di filobus o tram, ecco il dossier per rivoluzionare il traffico

Presentate le linee guida della mobilità sostenibile: il modello è Milano, piano pronto a maggio 2020 in progetto anche l’incremento delle piste ciclabili e nuove zone con limite di 30 chilometri all’ora

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LIVORNO. Itinerari ciclabili mettendo insieme piste ciclabili e zone 30, filobus o tram di ultima generazione, varchi portuali da spostare nei punti strategici della città. Sono le prime idee per il Piano urbano della mobilità sostenibile, linee di intervento messe sul piatto dalla Sintagma, società di Perugia che ha vinto la gara per la progettazione di questo strumento chiave per il futuro. «Ma alla base di tutto c’è la partecipazione, c’è il confronto con i cittadini», dicono subito il sindaco Luca Salvetti e gli esperti della Sintagma.E il primo incontro di ieri va proprio in questa direzione: oltre cento i presenti all’ex Circoscrizione 1, dai rappresentanti delle forze dell’ordine ai ragazzi di Fridays for Future. «La mobilità è una delle tematiche più sentite dai cittadini - aggiunge Salvetti - Livorno ha grosse potenzialità, ma i progetti sul traffico si sono intrecciati nel corso degli anni e hanno creato diversi problemi. Noi abbiamo iniziato subito a lavorare sul Pums: sarà un percorso lungo e articolato, ma i tecnici mi confermano che questa città può davvero voltare pagina».

PIANO PRONTO A MAGGIO

Il percorso che porterà all’approvazione del Piano urbano della mobilità sostenibile è appena iniziato: a ottobre ci saranno altri incontri per capire le esigenze dei cittadini e a dicembre arriverà un rapporto ambientale, mentre la bozza del Pums sarà pronta tra maggio e giugno del prossimo anno, bozza da rifinire e poi approvare a luglio. «Per Livorno serve un abito su misura - spiega Tito Berti Nulli, ingegnere della Sintagma - di sicuro il Pums metterà al primo posto l’uomo e non l’auto, dividendo tra scelte per l’immediato e progetti per il futuro».

OLTRE GLI AUTOBUS

«La prima - continua Berti - riguarda una mobilità dolce, attiva, quella dei pedoni e dei ciclisti: studiare itinerari ciclabili potrebbe essere un’ipotesi. La seconda mette al centro il trasporto pubblico: dobbiamo chiederci se possiamo andare oltre gli autobus, da qui nasce l’idea dei filobus o di una tramvia. E poi bisogna valutare l’impatto dei croceristi sulla mobilità del centro, aprendo a nuove soluzioni».
Ma non è tutto qui, perché nella realizzazione del Pums verranno valutati anche altri fattori. «Per esempio il car sharing - rivela Tito Berti Nulli - poi penso ai parcheggi di scambio e alle auto elettriche, anche se oggi a Livorno ci sono soltanto due colonnine per la ricarica. E dobbiamo stare attenti pure a intrecciare il Pums con il nuovo piano dell’ospedale. Di certo servirà grande applicazione: a Livorno ci sono circa 20mila posti auto».

AMBIENTE E SICUREZZA

È chiaro però che al centro del Pums ci saranno soprattutto l’ambiente e la sicurezza stradale, con due obiettivi chiari: ridurre l’inquinamento e diminuire il rischio di incidenti. «Atmosfera, suolo e rumore andranno sempre considerati», le parole dell’agronomo Filippo Berti Nulli, figlio dell’ingegnere Tito, anche lui nello staff Sintagma. Ma ci saranno da considerare anche tutti i servizi che orbitano intorno alla mobilità: all’ex Circoscrizione 1 intervengono infatti Paolo Scarpellini, ingegnere dell’Autorità portuale, Maurizio Paponi, vice-presidente della Ctt, e Gabriele Vannucci, presidente della Tirrenica Mobilità che in città gestisce la sosta a pagamento.

Il modello di Pums da seguire è quello di Milano, «dove sono state unite mobilità sostenibile, sicurezza, qualità ambientale e innovazione»: è questa la testimonianza dell’ingegnere milanese Stefano Mondani, invitato all’incontro di mercoledì 25 settembre. «Noi vogliamo ascoltare la gente - chiude l’assessora alla mobilità Giovanna Cepparello - imporre una visione dall’alto sarebbe la cosa più sbagliata, si è visto chiaramente con il piano della sosta. La priorità? La sostenibilità non solo ambientale ma anche sociale, in modo da tutelare quelle utenze vulnerabili, bambini, anziani e disabili».

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