Gioco
Un artista che non si fida di digitale e computer
LIVORNO. La mostra fotografica “Luci di Livorno” di George Tatge, fotografo italo – americano di fama internazionale aprirà, domani alle 18, con il festival “Il senso del ridicolo”, che si terrà in città, nel quartiere Venezia, da venerdì fino a domenica. Gli scatti che compongono la mostra, 70 in tutto, sono il frutto di 9 mesi di lavoro: immagini catturate dall’occhio sensibile di Tatge che si combinano con la generosità del suo banco ottico 13 per 18 cm Deardorff. «Le foto – spiega George Tatge – sono il prodotto – del mio strumento, una scatola di legno dotata di un buco in cui si colloca l’obiettivo, in cui è presente il panno che consente di vedere, sul nero smerigliato, il risultato dello scatto. Lo studio degli spazi, in questo modo, è totalmente irrazionale. Con questa macchina si scatta e si mette via: l’attesa di avere il negativo consente di rivivere la memoria fotografica del lavoro, porta alla riscoperta dello scopo per cui si è deciso di intraprendere un determinato lavoro». «Diffido – aggiunge Tatge – degli obiettivi zoom che sono di massimi livelli, ma che impigriscono il fotografo, che non permettono il movimento. Il digitale ha raggiunto dei livelli straordinari, ma a me non piace lavorare col computer, a me piace la chimica». «La facilità – continua l’artista – con cui si manipola il digitale è una cosa che mi disturba: per fotografare ciò che si trova in cima a una montagna, ad esempio, basta allungare lo zoom con il digitale, a me, invece, piace salire in montagna».
«La fotografia – conclude l’artista – è un collegamento con la realtà, con l’istantaneità». —
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