Il Tirreno

Livorno

Le luci straordinarie di settanta scatti, il fotografo Tatge racconta la città

Rosanna harper

In contemporanea al festival “Il Senso del Ridicolo”  la mostra viene allestita da domani al Museo della Città di Livorno 

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l’EVENTO

Rosanna harper

L’ingresso del porto mediceo, il Mercato del pesce, le reti dei pescatori. Tra le barche attraccate nei fossi, lungo gli scali del Refugio, dentro la Fortezza nuova e attraverso gli scali delle cantine. E ancora: nei quartieri di edilizia popolare vecchia e nuova, quella di Corea, di via Giordano Bruno e via delle Sorgenti. Tra gli scenari del porto industriale e delle periferie di Stagno, di via Salvatore Orlando, con lo sguardo che cattura la gru usate per la movimentazione dei contenitori. Luce e colore. Cielo e ombra. Si intitola “Luci di Livorno” la mostra fotografica che, a partire da domani, in occasione dell’apertura del festival “Il Senso del Ridicolo”, resterà esposta, fino al 6 gennaio, negli spazi suggestivi del Museo della Città di Livorno. Gli scatti, che in tutto sono 70, tutti a colori, sono il risultato dell’occhio attento e della sensibilità artistica del fotografo di fama internazionale George Tatge.

La mostra, una panoramica metafisica della città di Livorno, è promossa dalla Fondazione Livorno, è organizzata da Fondazione Livorno – Arte e Cultura, è verrà inaugurata domani, giovedì, a partire dalle 18. «La mostra – spiega Luciano Barsotti, presidente di Fondazione Livorno – Arte e Cultura – è il frutto di un incontro avvenuto diversi anni fa con George Tatge, che ha lavorato molto a Firenze, in occasione della mostra dal titolo “Italia Metafisica”. Sono rimasto colpito dalla sua attenzione per la città di Livorno. Nelle foto di George traspare una sensibilità che deriva da una lettura attenta di Livorno e delle sue sfumature». «La Fondazione Livorno – spiega Marcello Murziani, vice presidente di Fondazione Livorno – è molto felice quando sviluppa progetti come questi e quando chiama la collaborazione del Comune di Livorno». Soddisfazione per il progetto espresso da Simone Lenzi, assessore alla cultura del Comune. «Siamo molto contenti – spiega – di aver messo in piedi una mostra di questo calibro: uno sguardo unico e notevole sulla città. Livorno è una città, infatti, che ha una luce straordinaria, in cui si riflettono gli sguardi verso l’acqua, i cieli preistorici come quelli di piazza della Repubblica e le macchine futuristiche del porto industriale». La mostra e il catalogo sono stati curati da Stefania Fraddanni. «George – racconta – ha girato molto nel mondo ma è rimasto affascinato dalla luce di Livorno, dalla livornesità che parte dal mare, dallo sguardo verso il Romito, dalle tamerici dell’Ardenza. George si è lasciato trasportare dai momenti e dalle sensazioni». Gli scatti che arricchiscono la mostra sono stati realizzata da Tatge lungo nove mesi: durante l’autunno e l’inverso dello scorso anno, toccando la primavera di quest’anno. Mesi ideali, come ha spiegato il fotografo italo – americano, per catturare la luce particolare di Livorno. “Luci di Livorno” si compone di alcune sezioni: Livorno e i livornesi. La città e il mare da sud a nord, testimonianze di un passato di splendore; il porto mediceo e la città ideale. L’acqua e i fossi; le architetture; quartieri di edilizia popolare vecchia e nuova; il porto e le periferie. «Sono capitato a Livorno per caso – spiega George Tatge – e sono rimasto folgorato dalla sua luce. È unica. A Livorno ho percepito un ambiente vivace e dinamico«. George si commuove parlando della difficile ricostruzione di Livorno dopo i bombardamenti che la devastarono nel secondo dopoguerra. «Una città distrutta – spiega l’artista – ma ricostruita grazie alla mano di grandi architetti che hanno lavorato con amore e con dedizione».

«L’intenzione iniziale – aggiunge il fotografo italo americano – era di fare il 50 – 60 per cento di foto che catturassero l’architettura di Livorno, ma successivamente sono rimasto talmente tanto entusiasmato dalla città, che ho pensato che ci fosse ancora molto da fotografare. Le mie foto sono metafore - conclude Tatge – con cui cerco di andare oltre, verso il metafisico, verso ciò che non si vede». L’ingresso è gratuito. Orari: in occasione del festival “Il senso del ridicolo”, la mostra resterà aperta dalle 10 alle 23, mentre dal 30 settembre la mostra sarà aperta dalle 10 alle 19. Per le visite delle scuole è necessario contattare la Cooperativa Itinera al numero: 0586/894563. —

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