Il Tirreno

Livorno

Discarica di Limoncino: dalla Regione arriva un’altra sospensione di 40 giorni

Flavio Lombardi
Discarica di Limoncino: dalla Regione arriva un’altra sospensione di 40 giorni

Stop ai conferimenti fanghi. Bellarbarba replica: «Tutto concordato, Arpat farà i controlli e troverà le cose in regola»

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LIVORNO. La Regione ha sospeso per altri 40 giorni il conferimento in discarica a Monte La Poggia. L’impianto di proprietà Belma e gestito da Livrea che tutti conoscono in città col nome di discarica di Limoncino. E’ un decreto sul quale c’è poco da interpretare e che nel punto chiave recita così: “dal confronto tecnico è emerso che non si possa escludere un deterioramento della barriera artificiale della discarica dovuta agli agenti atmosferici, dato il tempo trascorso senza che la discarica sia entrata in esercizio, e che quindi, al fine di assicurare la massima tutela ambientale, risulta opportuno ripetere alcune indagini di permeabilità”. A Livrea torna la palla, per una partita da giocare in 15 giorni dalla notifica del provvedimento, entro i quali dovrà presentare il piano di indagini che sia conforme ai requisiti minimi concordati e in premessa evidenziati e da eseguirsi dopo approvazione del settore servizi pubblici locali energia e inquinamenti, previa acquisizione di parere Arpat. Il periodo può essere ridotto nel caso in cui le verifiche evidenzino la conformità del fondo della discarica, oppure prorogato in caso di verifiche non terminate entro i 40 giorni o nel caso in cui invece siano obbligatori interventi.

Paolo Bellabarba, direttore del sito industriale, è tranquillo. «Dobbiamo fare queste prove e stiamo già lavorando dentro l’impianto. La sospensione? E’ stata concordata . Dobbiamo fare delle operazioni con la supervisione di Arpat sulla impermeabilizzazione. Collaudi ulteriori richiesti che interessano tre livelli di sicurezza del fondo. Non ci sono solo i teli che, peraltro non creano criticità. Tutto si basa sul fondo argillifico ed in alcuni punti ben precisi. Con alcuni strumenti si capisce facilmente se l’acqua, messa in alcuni punti che decideranno i tecnici specializzati, filtra. Il fondo della discarica ha un primo strato di guaina che è di color nero, sotto a questo si trova un materassino di bentonitico ed infine ecco l’argilla. Credo che alla fine non ci saranno problemi». L’azienda si attende insomma il semaforo verde quanto prima. Rigettando il rischio idrogeologico. «Abbiamo svolto indagini dopo l’alluvione ed il grado di sicurezza è fermo a quello dei tempi in cui furono concesse tutte le autorizzazioni. Classificazione acustica?Inferiore ai livelli previsti nell’area».

Il sindaco, intanto ha mostrato soddisfazione, non nascondendo che al primo punto c’è la sicurezza per i cittadini. «Ci fa piacere che una delle motivazioni sulle quali si fondava il nostro ricorso, ovvero la possibilità del deterioramento dell’impianto, esposto per anni agli agenti atmosferici, sia a questo punto verificata a dovere; ora, restano da verificare altri aspetti evidenziati alla Conferenza dei Servizi». —

Flavio Lombardi

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di Redazione web