Il Tirreno

Livorno

Terrazza Mascagni riparata, ma l’effetto è multi-sfumature

Juna Goti
Terrazza Mascagni riparata, ma l’effetto è multi-sfumature

Livorno, a giugno era saltata una fila di mattonelle, ora è stato tolto il rattoppo di cemento ma i colori sono così. Il Comune: «Materiali originali, verificheremo la levigatura»

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livorno. Quando a giugno la pavimentazione si rialzò improvvisamente, formando una lunga crepa dalla balaustra fino all’affaccio sul mare, sembrò quasi di trovarsi sul set del film “Tremors”. Le mattonelle bicolore della Terrazza Mascagni si sollevarono e al centro dello scacchiere più famoso di Livorno si formò un vero e proprio dosso. In prima battuta, nel corso dell’estate, il Comune è intervenuto transennando e rattoppando l’area con una colata di cemento: un intervento di emergenza considerando anche che le mattonelle, a fine giugno, si erano sollevate proprio a ridosso del Palio marinaro, quando il pubblico riempie lo spazio tra i Pancaldi e l’Acquario.

Ora il danno allo scacchiere simbolo è stato riparato: niente più transenne, via la colata di cemento. A terra sono state riposizionate le mattonelle. Ma l’effetto sulla Terrazza-gioiello della città non è dei migliori. Come segnalato anche da molti lettori, camminando in riva al mare si ha infatti l’effetto di calpestare una strisciata di colore diverso, quasi che le mattonelle utilizzate per riparare al danno fossero diverse da quelle originali. All’effetto multi sfumatura si aggiungono anche alcune crepe lato mare.

In realtà i materiali utilizzati sono quelli originali. Lo spiega il dirigente dei lavori pubblici del Comune, Luca Barsotti: «Per fare questo lavoro si è attinto dalle scorte delle mattonelle originali, quelle del restauro di vent’anni fa, quando fu commissionato un 10 per cento in più di materiale da utilizzare in caso di necessità». Perché allora questa differenza così evidente all’occhio? «La differenza di colore – risponde – può essere dovuta soprattutto al fatto che queste mattonelle sono rimaste in magazzino per anni». In altre parole hanno un vissuto diverso. «Ma la prossima settimana – aggiunge subito dopo il dirigente – faremo una verifica per capire se ci può essere una differenza di levigatura e se si può intervenire su quella».

Perché se è vero che intanto le mattonelle rialzate e la toppa d’emergenza non ci sono più, è vero anche che la Terrazza è un gioiello della città – anzi Il Gioiello, la cartolina per eccellenza – e ogni elemento fuori posto, ogni sfumatura stonata, non può che saltare all’occhio. Dei livornesi e dei turisti che anno dopo anno ne hanno fatto uno dei luoghi più fotografati della Toscana.

Ecco perché, guardando per ora a lungo raggio, la neoassessora ai lavori pubblici, Silvia Viviani, risponde che «se la Terrazza viene percepita come non all’altezza delle giuste aspettative ci lavoreremo». L’amministrazione a Cinque Stelle tra il 2017 e il 2019 è intervenuta, non senza qualche intoppo, per recuperare l’area: spallette, balaustre, panchine.

«Comprendendo l’importanza di manutenere più che bene quello che è il salotto di Livorno – riprende ora la neoassessora – siamo all’inizio e in questa coda dell’anno tendiamo a utilizzare al meglio la programmazione già fatta, correggerla, integrarla, in modo da utilizzare al meglio le risorse che già ci sono. A fine anno nessuna amministrazione può cominciare una programmazione del tutto nuova. Ma come assessora all’urbanistica e ai lavori pubblici intendo coordinare in modo intersettoriale queste due linee di lavoro dentro l’amministrazione per un programma di riqualificazione della città pubblica che progressivamente riguarderà piazze, giardini, parchi. In questo programma ci sarà anche una ulteriore verifica dello stato della Terrazza: se viene percepita come non all’altezza di quello che è l’immaginario di tutti noi, ci lavoreremo sicuramente».

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