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Livorno, Villa Maria disseminata con le puntine: «Volevano fare del male ai cani nel parco»

Matteo Scardigli
Livorno, Villa Maria disseminata con le puntine: «Volevano fare del male ai cani nel parco»

Il parco livornese resta chiuso alcune ore sabato mattina, la bonifica con la sonda magnetica. Controlli in tutte le aree verdi della città

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Un riflesso tra la ghiaia e i fili d'erba. E poi un altro e un altro ancora. I cancelli di villa Maria sono aperti per accogliere i primi visitatori del mattino, fra i quali tanti padroni dei cani che giornalmente approfittano del piccolo polmone verde per la consueta passeggiata in compagnia degli amici a quattro zampe. Una piacevole abitudine, bruscamente interrotta sabato mattina da una brutta sorpresa.

Decine di puntine da disegno sono state accuratamente disposte a terra, con ogni probabilità durante la notte appena trascorsa, con la parte acuminata rivolta verso l'alto, il che denota un preciso intento. Arrabbiati e increduli, i residenti iniziano a telefonare ad autorità e forze dell'ordine.

«Mi hanno chiamato alcuni padroni di cani, ho avvisato la vicesindaca e mi sono precipitata sul posto insieme alla polizia municipale», racconta al Tirreno l'assessora al Porto Barbara Bonciani, che poi prosegue: «C'erano puntine dappertutto, lungo il vialetto che va dall'ingresso di via Redi a quello di via Calzabigi. Volevano fare del male ai cani».

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La Municipale ha quindi avvisato l’Ufficio verde ed Aamps, per un intervento di rimozione. I mezzi convenzionali della municipalizzata si sono però rivelati insufficienti, rendendo necessario il ricorso all’"arsenale" della Protezione Civile, che ha disposto l'immediata chiusura del parco per effettuare una bonifica più accurata.

Gli operatori di Aamps si sono così messi al lavoro, aguzzando la vista e con l'impiego di una sonda magnetica, e poche ore dopo i cancelli sono stati finalmente riaperti alla cittadinanza. Altra buona notizia è che nell'area giochi dei bimbi, a seguito di un controllo capillare, non è stata rinvenuta alcuna bulletta.

«Nel resto della villa stata trovata una quantità enorme di puntine da disegno, una cosa da lasciare sbalorditi», ribadisce Bonciani, mentre la vicesindaca Monica Mannucci aggiunge: «Il Comune si scusa per il disagio che la chiusura ha comportato ai cittadini per alcune ore. Purtroppo non era possibile fare altrimenti perché è stato realmente un problema di pubblica incolumità. È stata fatta denuncia verso ignoti. La Polizia Giudiziaria sta indagando e ci auguriamo che venga individuato l’autore del gesto. E soprattutto che questa persona si renda conto della gravità di quello che ha fatto, che è intollerabile in una società civile, e non lo ripeta».

A seguito della vicenda, gli addetti allo svuotamento dei cestini dei rifiuti nei parchi pubblici sono stati incaricati di controllare le aree verdi di propria competenza, per assicurare che l’autore (o gli autori) non avessero ripetuto il gesto in altre zone della città. Una mano, in questo senso, la daranno sicuramente i molti volontari delle associazioni animaliste livornesi.

Nel pomeriggio di ieri poi, il personale di Aamps ha fatto anche un secondo sopralluogo, per ulteriore sicurezza.

Le puntine, secondo le prime ipotesi, sarebbero state disposte in modo tale da ferire i cani. E durante i controlli sono stati rinvenuti anche diversi sacchetti contenenti escrementi dei quattrozampe domestici, oltre a deiezioni nei pressi di aiuole e siepi. Se la teoria fosse confermata, potrebbe esser stata proprio l’inciviltà la molla che ha fatto scattare l’insana reazione.

Le bullette infatti rappresentavano un pericolo anche per chi avesse passeggiato nel parco con le scarpe aperte, o per qualche bambino fosse caduto a terra; oltre a un potenziale danno per gli utenti delle due ruote che quotidianamente “tagliano” per il parco, pedalando in mezzo al verde per evitare l’incrocio con viale Marconi.

Il fatto – invece – che le puntine siano state trovate in maggiore concentrazione all’ingresso di via Redi, e con minore frequenza man mano che ci si avvicinava ai cancelli di via Calzabigi, porta a pensare che la persona (o le persone) che le ha posizionate abbia iniziato proprio da lì, esaurendo la cospicua scorta lungo la strada. —
 

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