Gioco
«Sono troppo pochi gli operai al distretto a questi ritmi i lavori non finiranno mai»
Residenti arrabbiati per l’ennesimo ritardo del cantiere Crollo delle vendite per i commercianti: «Così chiudiamo»
Ci sono i disagi dei residenti dei quartieri sud della città: un problema evidente soprattutto per le persone anziane che ora devono scegliere tra Salviano, viale Alfieri e Fiorentina - strutture distanti da Ardenza - per i prelievi del sangue e per prenotare visite o esami.
Ma ci sono anche le difficoltà economiche di tutte quelle attività commerciali che si trovano intorno al distretto sanitario di via del Mare, visto che nella zona da ormai più di un anno, quando nel giugno 2018 è stato chiusa la struttura dell’Asl, è sparito quel via-vai di centinaia di pesone al giorno con la conseguenza di un calo di clienti e di vendite.
I lavori per trasformare il distretto in una Casa della salute dovevano concludersi proprio in questi giorni, invece la struttura è ancora uno scheletro e i cittadini sono infuriati: come ha scritto ieri il Tirreno, l’Asl prevede la riapertura ad aprile 2020, tra sette mesi, ma ad Ardenza sono in pochi a crederci. «È l’ennesimo rinvio - si sfogano residenti e commercianti - speriamo che almeno questa data venga rispettata, ma l’impressione è che servirà un altro anno: il centro è completamente sventrato».
RESIDENTI nel caos
«Io abito alla Rosa: per fortuna mi muovo in auto, altrimenti sarebbe dura raggiungere il distretto di via Peppino Impastato», dice Romano Filippi, aggiungendo che «il centro di via del Mare era comodissimo e deve riaprire con gli stessi servizi».
Chi non ha un’auto, «trascinata via dall’alluvione di due anni fa», è invece Carla Verzoni, residente in via Ghisleri, costretta ogni giorno a spostarsi a piedi o in autobus. «Ci stanno prendendo in giro - attacca Verzoni - per andare a Salviano devo prendere l'autobus, ma la fermata è distante dal centro Asl e bisogna camminare un po’. Ma non ci pensano alle persone anziane?». È quello che si chiede anche Edda Monaco, residente ad Antignano, che non nasconde la rabbia «per l’ultimo rinvio sulla riapertura». «Per gli anziani è una situazione drammatica - dice un altro abitante della zona, Piero Paradisi - questo centro sanitario era un punto di riferimento per tutti i quartieri sud, dalla Rosa a Montenero, ma ormai da un anno e mezzo è chiuso». Ileana Mignini si è rassegnata e per le visite si rivolge ai privati, «anche se questo comporta un sacrificio economico».
NEGOZI IN DIFFICOLTÀ
Mentre alcuni operai lavorano dentro la struttura, interviene Michael Berni, titolare dell’omonima caffetteria all’angolo tra via del Mare e via dell’Ardenza: «Ci sono soltanto 3-4 muratori al giorno, ne servono almeno 10 per finire tutti i lavori entro aprile. Ecco perché credo che ci sarà un altro rinvio. Per noi la chiusura del distretto è stata una mazzata: poche persone in giro, incassi dimezzati. Se il centro non riaprirà nel giro di qualche mese, saremo costretti a chiudere». E sono in difficoltà anche alla tabaccheria di fronte, dove Michele Papini chiede di «rispettare la nuova scadenza di aprile perché altri ritardi metterebbero ko il quartiere». Federico Frullano, titolare della farmacia Culla che si trova a due passi dal centro Asl, racconta di aver «triplicato lo spazio di vendita dopo la chiusura del distretto, iniziando anche a offrire servizi come elettrocardiogramma e analisi del sangue, ma l’afflusso di gente nella zona è diminuito e i bilanci sono negativi». «È stato un grosso danno anche per noi», aggiunge Alessandro Fornaciari dell’omonima pescheria di via del Mare. «Il discorso è semplice - chiude Luana Benedetti, titolare del Punto frutta - col distretto aperto passavano centinaia di persone al giorno e almeno una decina si fermava a fare la spesa qui, ora questa clientela l’abbiamo persa. In fondo al mese si vede». —
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