Sicurezza
Materassi, mobili, cucine E il cortile popolare diventa una discarica
Sos dai blocchi tra via Garibaldi e via Bruno: «Occupano le case e lasciano tutto qui» Sotto alle finestre anche auto abbandonate da vent’anni. I residenti dicono basta
I residenti si sono dati appuntamento lunedì mattina in via Garibaldi, nella piazzetta dove è stata tagliata la vecchia palma morente. Si legge su uno dei cartelli-appello scritti a penna e attaccati all’ingresso dei palazzi: «siete pregati di intervenire» all’incontro, è per «il degrado e l’inciviltà del rione». Che succede? Succede che uno dei cortili popolari che si affaccia su via Garibaldi, all’altezza dei civici 419-425, si è letteralmente riempito di rifiuti. Una montagna di rifiuti ingombranti: vecchi mobili di legno, materassi, divani, pezzi di lavatrici, frigoriferi, vecchie scarpe, infissi, buste piene di spazzatura.
«È così da un mese, hanno sfondato un altro appartamento e hanno fatto il trasloco nel cortile... quel giorno lanciavano anche i cuscini dalla finestra», racconta una delle assegnatarie del blocco mentre si sposta in fretta per andare alla fermata del bus.
«Abbiamo chiamato l’Aamps, deve pensarci l’Istituto – le fa eco un altro residente – ma abbiamo paura che addebitino la spesa a tutto il palazzo: non è giusto che ci tocchi pagare a tutti, abbiamo già speso 16 euro a testa per un lavoro di mezzora alle luci dei portoni».
Da queste parti, dove Casalp è per molti ancora l’Istituto, c’è anche qualche appartamento privato che negli anni è stato comprato, ma i più sono popolari. Ieri uno al piano terra è stato chiuso con la grata di metallo dalla polizia municipale: «È rimasto vuoto per tantissimo tempo, poi è stato riassegnato, ma nel frattempo era stato occupato», raccontano i vicini.
Storie che si ripetono tra via Garibaldi e via Giordano Bruno. Così come sembrano ripetersi le immagini delle montagne di mobili abbandonate in mezzo ai cortili, già viste in passato in blocchi come quello della Chiccaia, a Shangai, che dovrà essere demolito all’inizio del prossimo anno. «Non sto qui, ma ci passo tutti i giorni per prendere il bus, è pieno di topi, devono derattizzare», scuote la testa Rosa De Feo mentre si ferma a parlare con un’amica di vecchia data.
I residenti del blocco di via Garibaldi non ci stanno, non vogliono stare a guardare, «non vogliamo vivere accanto a una discarica, in mezzo ai topi». E per lunedì mattina si sono dati appuntamento nel largo Divo Demi. La prima emergenza qui è togliere la discarica sotto alle finestre, che rischia di attirare altro degrado e inciviltà. Ma a guardare bene non c’è solo questo. Come fanno notare alcuni dei residenti, nel cortile sul retro, quello dei blocchi che guardano verso via Giordano Bruno, alla Guglia (dal civico 13 al civico 29) ci sono auto abbandonate da anni. Un po’ come nel blocco delle Signorine a Shangai, dove ad aprile il Comune e Casalp hanno fatto rimuovere i primi mezzi che erano fermi lì da una vita e che erano diventati ricettacolo di tutto un po’. Anche in questo caso gli abitanti mostrano una Volkswagen blu arrugginita, piena di rifiuti e senza più maniglie alle portiere, che raccontano erano essere abbandonata nel cortile interno vent’anni fa.
È invece per il parco pubblico che si trova al curvone di via Bruno che lancia un appello Franca Rossetti, che vive in zona da sempre e che è nonna di un bimbo di 9 anni: «I giochi sono rotti, all’altalena sono rimasti tre pali e uno è pericoloso come un pugnale. Ci sono tavole piene di chiodi e vede quella casina per i bimbi, manca mezzo tetto...». —
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