Gioco
Vertice in prefettura per il puzzo di gas. Olt: noi non c’entriamo
Livorno, si cerca ancora la causa del forte odore avvertito da giorni in tutta la città. «Nessuna fuga, stiamo incrociando i dati»
LIVORNO. Maxi vertice in prefettura giovedì 19 settembre, fino al tardo pomeriggio, per capire quale sia la causa dell’insopportabile odore di gas che da martedì si avverte in tutta la città. Causa che a oggi resta ancora un mistero. Ieri in prefettura si sono riuniti i rappresentanti di Comune, capitaneria di porto, Arpat, vigili del fuoco, carabinieri forestali, questura e Guardia di finanza. «A questo punto – ha spiegato al termine dell’incontro l’assessora all’ambiente Giovanna Cepparello – abbiamo tantissime rilevazioni che sono state mappate, con la cronologia e i bollettini dei venti degli ultimi tre giorni». Oggi «tutto questi dati verranno messi a sistema per capire da dove arrivano le maleodoranze».
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Per tre giorni in città si è avvertito il forte puzzo di gas: martedì 17 e mercoledì 18 alle istituzioni e alle forze dell’ordine sono arrivate centinaia di chiamate; ieri la situazione è migliorata ma le segnalazioni non si sono fermate. La difficoltà, spiega l’assessora, deriva dal fatto che «non è stato individuato un punto dove le emissioni sono particolarmente forti». In più «le centraline dell’Arpat non hanno evidenziato picchi di inquinanti e non ci sono fughe di gas». Detto questo, «l’intenzione di tutti è chiaramente di capire la causa: a quanto risulta non si tratta di una nave gasiera, si stanno valutando altre ipotesi sia in zona mare che in zona terra, verranno, infatti, fatti altri rilievi». «Lo so – conclude – che sembra incredibile, ma tutti gli enti sono al lavoro, in sinergia, in contatto costante, per capire l’origine di questa emissione».
Intanto da Olt, la società del rigassificatore, fanno sapere con una nota che «a bordo del Terminale non c’è stata alcuna perdita di gas» e che «comunque il gas naturale ricevuto dalle navi che scaricano il prodotto nel nostro impianto è totalmente inodore e incolore». «Questa informazione – viene sottolineato – è stata già condivisa con tutte le istituzioni preposte alla tutela della sicurezza e dell’ambiente».
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