Il Tirreno

Livorno

Risarcimento Maltinti, il Comune decide di ricorrere in appello

Juna Goti
Risarcimento Maltinti, il Comune decide di ricorrere in appello

L'assessore Simoncini sulla causa da 180mila euro dell'ex direttrice generale: «Giusto tutelare il bilancio dell’ente e il principio, ma se perderemo porteremo tutto alla Corte dei conti...»

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LIVORNO. Il Comune ha deciso di ricorrere in appello contro la sentenza che pochi giorni fa, come anticipato dal Tirreno, ha condannato Palazzo Civico a risarcire per oltre 180mila euro l’ex direttrice generale del municipio, Sandra Maltinti. L’ex sindaco a Cinque Stelle Filippo Nogarin l’aveva nominata a capo della macchina di Palazzo Civico nell’agosto del 2014, salvo poi mandarla a casa in anticipo due anni dopo, nel luglio del 2016: la rottura definitiva si consumò in modo rumoroso dopo diffide, denunce reciproche e, soprattutto, una commissione consiliare delicatissima andata in scena in diretta streaming la mattina del 29 giugno del 2016, quando Maltinti parlò di «ingerenze» della politica sul lavoro dei tecnici e di un «clima di terrore» nel palazzo.

Nel pomeriggio di mercoledì 18 settembre in commissione l’assessore che ha la delega agli affari legali, Gianfranco Simoncini, ha risposto a un’interpellanza della Dem Cristina Lucetti facendo sapere che la nuova amministrazione di centrosinistra ha deciso di ricorrere in appello «a tutela del bilancio del Comune» («trattandosi di 180mila euro, è giusto che il Comune prima di pagare verifichi fino in fondo se è giusto farlo») e, in sostanza, per affermare il principio secondo cui tra un sindaco e un direttore generale c’è un rapporto fiduciario diverso da quello che lega all’amministrazione i dirigenti a tempo determinato. Con il ricorso, il Comune chiederà anche di sospendere intanto l’obbligo di pagamento dei 180mila euro all’ex direttora.

Una decisione, quella di ricorrere in appello, che in commissione è stata accolta dall’ex vicesindaca e capogruppo M5S Stella Sorgente, che è intervenuta dicendo che l’ex primo cittadino Nogarin «seguì quanto previsto dall’articolo 108 del Tuel» e agì «anche sulla base dei pareri tecnici». Simoncini ha comunque evidenziato che «laddove il Comune risultasse soccombente al termine di tutti i gradi di giudizio», sarebbe «un dovere da parte dell’amministrazione trasmettere tutti gli atti alla Corte dei conti perché valuti se c’è un danno erariale che si sarebbe prodotto sulla base del comportamento dell’allora sindaco, traendo le decisioni del caso».

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