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«Riciclavano soldi con fatture false», un milione di euro sequestrato a Lonzi
Livorno, svolta nell'inchiesta sui rifiuti: il denaro trasferito sui conti delle società all’azienda agricola “La Magnifica” di proprietà della famiglia di imprenditori
LIVORNO. I finanzieri si sono presentati di buon mattino in via Pugnano, a Fauglia, nella mega tenuta della Magnifica, residenza della famiglia Lonzi, storici proprietari dell’omonima azienda che ricicla rifiuti e della Ra.Ri., ora ceduta a una nuova società. In mano il decreto firmato dal giudice per le indagini preliminari di Firenze Angelo Antonio Pezzuti con il quale è stato disposto il sequestro preventivo di un milione di euro nei confronti dell’imprenditore Emiliano Lonzi, della moglie Anna Mancini e dell’amministratore delle società Robi Morreale.
Si tratta di uno stralcio della maxi inchiesta (33 gli indagati) sul presunto traffico illecito di rifiuti al centro-nord iniziata dall’attuale procuratore capo della Procura di Livorno Ettore Squillace Greco e ora nella mani del collega Giulio Monferini. Gli accertamenti hanno fatto emergere – secondo gli investigatori – un riciclaggio di denaro avvenuto tra il 2014 e il 2017 in una triangolazione tra Lonzi Metalli, Ra.Ri. e la Magnifica snc.
Per anni, infatti, i tre indagati avrebbero prelevato dalle aziende in diverse tranche milioni di euro attraverso fatture per operazioni inesistenti o prelievi direttamente sui conti corrente per trasferire il denaro al sicuro. Dove? Nelle casse dell’azienda agricola “La Magnifica”, il centro di riproduzione e accrescimento e preparazione per cavalli da salto ostacoli con sede a Fauglia e di proprietà della stessa famiglia Lonzi. Due i reati ipotizzati: bancarotta fraudolenta in concorso e autoriciclaggio.
A rendere giuridicamente ipotizzabile la contestazione del primo reato, l’ammissione da parte del Tribunale delle società Lonzi Metalli e Ra.Ri. al concordato preventivo in continuità. Secondo l’accusa, infatti, prosciugando i conti delle aziende gli amministratori avrebbero danneggiato gli attuali creditori. Per quello che riguarda Lonzi Metalli tra il 2014 e il 2017 sarebbe avvenuto una distrazione complessiva di 612.339,41 euro. Di questi, poco più di mezzo milioni sarebbero stati trasferiti sui conti corrente “La Magnifica”. Ancora più cospicuo il danno che gli amministratori avrebbero commesso per Ra.Ri., dalla quale sarebbero spariti 1.178.739 di euro, la metà dei quali a beneficio sempre de “La Magnifica”.
C’è però una discrepanza tra ciò che gli investigatori ipotizzano sia sparito negli anni e ciò che sarà sequestrato. Il motivo lo spiegano gli investigatori. «Alcune di queste somme – ammettono – non potevano essere aggredite». Adesso per gli inquirenti inizia la ricerca dei soldi da sequestrare nei conti correnti dei tre fino ad arrivare a un milione di euro. Se questa cifra non sarà raggiunto sarà possibile aggredire i beni immobili, ma solo quelli personali. Dunque La Magnifica è salva.
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