Gioco
Morto a 21 anni, la lettera di Greta a Nicola: «Addio amore, sarei sempre il mio girasole»
L’ultimo saluto della fidanzata del 21enne: «Ti amo e ti amerò per sempre». I funerali nella chiesa parrocchiale di San Pio X alle Sorgenti
LIVORNO. «Non posso credere di averti perso così, non mi sembra vero, non può essere vero, non voglio credere a tutto questo». Greta Agresta si confessava così in una lettera al fidanzato Nicola Fiorenzani, scomparso alle 4 del mattino di domenica 15 nello scontro in moto con un auto sulla bretella della Fi-Pi-Li. Martedì 17 settembre , nell’ultima visita alla camera mortuaria insieme ai tanti amici (fra i quali gli ex compagni di squadra di Nicola), ha voluto fargli l’ultimo regalo: «Gli ho lasciato due girasoli, perché nella canzone che mi cantava sempre mi paragonava a quei fiori». Del suo Nicola ricorda quella fatidica sera d’inverno, quando i loro sguardi si incrociarono per la prima volta: «Abbiamo iniziato piano piano, e poi da lì siamo rimasti sempre insieme per oltre un anno, senza lasciarci mai. Lui era una persona solare, molto allegra, e con me era sempre affettuoso e generoso».
Il regalo più bello «sono le lettere che mi scriveva in occasione di ogni ricorrenza, e le giornate che abbiamo potuto trascorrere insieme. Giornate ognuna bellissima», giornate ancora più belle del bracciale e degli orecchini che le portò di ritorno da un viaggio in Thailandia, dai quali lei non si separerà mai più.
«Sei stato, sei e resterai sempre la cosa più bella della mia vita. Sei la persona che è riuscita a darmi di più, e tu lo sai bene. Dovevamo passare insieme altri mille momenti, ancora più belli di quelli già passati, dovevi continuare a ridere e a scherzare come facevi sempre», scriveva ancora Agresta nella lettera, che poi prosegue: «Questo pensiero mi distrugge, non doveva succederti questo. Come dicevi tu a me fino all’ultimo giorno: “Sei e resterai sempre la persona più importante della mia vita”».
Al suo risveglio, domenica mattina, aveva trovato le chiamate non risposte di lui sul proprio telefono. «Dove sei?», le aveva scritto appena prima succedesse la tragedia. «Mi manchi già da impazzire, mi mancano i tuoi baci, i tuoi abbracci, la tua risata... e so già che la mia vita senza di te non sarà più la stessa. Ti ho sempre amato, fino all’ultimo giorno, anche ora, e resterai sempre la parte più bella di me», gli ha voluto dire un’ultima volta, a testimonianza della grande importanza che lui aveva per lei: «Con la sua allegria mi ha cambiato la vita».
Una vita che oggi le dà l’ultima possibilità di salutarlo, insieme a tutti i suoi cari, riuniti per la funzione religiosa di mercoledì nella chiesa di San Pio X in via delle Sorgenti, accanto al campo della Pro Livorno dove lui giocava.
L’ultima occasione per salutare un’ultima volta «il mio girasole».
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