Il Tirreno

Livorno

Mistero sulle cause 

La città avvolta per ore dal cattivo odore di gas Forse la causa è in mare

Matteo Scardigli

C’è chi ha lamentato nausea e lacrimazione. Forze dell’ordine tempestate di telefonate Cepparello: «Serve un tavolo per il coordinamento»

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Ieri pomeriggio lo hanno sentito tutti i livornesi, dai quartieri Nord fino a Quercianella, e da quel momento i centralini del Comune, del 118 e delle forze dell’ordine, e anche del Tirreno, sono stati letteralmente intasati di telefonate. Oltre alle segnalazioni su Fb.

Il forte odore di gas si è “spostato” lentamente lungomare per diverse ore, arrivando fino ai piani alti degli edifici di molti quartieri anche dell’entroterra. E si segnalano anche casi di lacrimazione e di nausee attribuite al gas.

La macchina dei controlli ha iniziato subito a lavorare a pieno regime, escludendo via via una per volta tutte le potenziali cause della maleodoranza. La prima a togliersi dai guai è Asa: «Nel nostro impianto non ci sono evidenze di emissioni odorigene», spiega l’Azienda servizi ambientali al termine di una ricognizione dei tecnici. Verifiche condotte in tutta la città anche dai vigili del fuoco, ma senza esito.

Una prima ricostruzione arriva dal Comune: «È emerso che la maleodoranza è stata percepita in tarda mattinata in località Calambrone». E infatti le prime telefonate sarebbero partite intorno a mezzogiorno dalla località pisana, con i residenti chiedevano se la provenienza fosse livornese.

Ma i dati dell’Avvisatore marittimo non combaciano: vento stabile proveniente da Sud-Sud Ovest per tutta la giornata. Il che si ricollega alla notizia di una fuoriuscita di gas a Quercianella; ma l’odore, spiegano gli esperti, non coincide con quello degli idrocarburi.

Dai rilievi condotti da Arpat nella zona industriale non emerge nulla, e anche la Capitaneria – esclusa l’ipotesi rigassificatore – depenna la provenienza dall’area portuale. Stessa posizione espressa dall’Authority: niente da segnalare «nell’ambito di nostra competenza».

Rimane la raffineria di Stagno. La posizione coinciderebbe con la ricostruzione del Comune, ma «nello stabilimento non sono state riscontrate anomalie», assicura Eni.

Con Nord, Centro e Sud fuori dai giochi, l’unica risposta potrebbe trovarsi in mare. Fuori dalle competenze territoriali del Porto, e lontano da occhi indiscreti, una delle navi gasiere a largo della costa potrebbe aver sversato in mare. E ieri, a largo di Livorno, ce n’erano almeno due: una davanti alle coste di Antignano, e l’altra poche miglia a largo di Calafuria.

«È una priorità comprendere quello che è successo e costruire strategie preventive per il futuro», racconta l’assessora all’ambiente Giovanna Cepparello, invocando la formazione di un tavolo di coordinamento. —



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di Redazione web