Il Tirreno

Livorno

il curatore marc restellini 

«Nel 2020 gireremo il mondo ma il centenario andava fatto qui»

G.C.

«A Livorno Modigliani  ha sviluppato la sua capacità creativa e lo spiritualismo ebraico: mi colma di gioia il suo ritorno a casa»

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Marc Restellini, curatore dell’esposizione e tra i più importanti esperti dell’artista livornese nel mondo: cosa significa una mostra di Modì nella sua città natale?

«È un ritorno a casa, in un luogo che ha tanto significato per la sua formazione. A Livorno Modigliani ha sviluppato la sua capacità creativa e lo spiritualismo ebraico che sono alla base della sua storia».

La collezione Netter ha girato il mondo e dopo Parigi, Milano, Roma e San Pietroburgo approderà in altre capitali. Livorno com’è riuscita a inserirsi tra questi big?

«Nel 2020, anno del centenario della morte, avremo molti impegni, da Vienna al Museo Nacional de Arte di Città del Messico. Rimaneva uno spazio libero proprio nel gennaio 2020, quando ricorrerà l’anniversario: quella data, non poteva essere celebrata meglio che con una mostra a casa sua. Devo fare i complimenti alla municipalità di Livorno: per la scelta coraggiosa e per la rapidità con cui è riuscita a muoversi. I tempi sono stati strettissimi. Devo ammettere che mi colma di gioia questa mostra a Livorno».

Non sarà solo Modigliani: dell’esposizione fanno parte anche i quadri di Soutine e degli altri artisti maledetti che frequentavano Montparnasse...

«Tutto gira intorno Leopold Zboroski, espositore d’arte della Parigi di inizio 900 e a Jonas Netter, un vero collezionista, mosso da empatia verso gli artisti e sempre attento a mantenere un certo equilibrio nella sua collezione. Nessun nome prevaleva sugli altri. Fece ottimi affari, se pensiamo che comprava dei Modigliani a 50 Franchi, a differenza di Rockfeller che poteva spendere molto di più per Picasso, ma col tempo ha dimostrato la sua bravura e il suo intuito».

La sua collezione sarà esposta totalmente?

«Netter arrivò a collezionare più di 60 opere di Modigliani, che non ha mai venduto se non raramente e mai per giocare al rialzo ma col solo l’obiettivo di farlo conoscere. La sua collezione è stata divisa tra i due figli e quella che proporremo è una delle due».

La collezione Netter e tutta questa mostra hanno già passato esami importanti e il suo curriculum rappresenta una garanzia. Ma sa che quando si parla di Modigliani, c’è sempre la possibilità che esploda un caso di falsi. I falsi fanno quasi parte del fascino di quest’artista. C’è il rischio che a Livorno si ripeta quanto accaduto a Palazzo Ducale di Genova?

«Chi prova a piazzare quadri falsi non mi apprezza molto - sorride, riferendosi al fatto che è stato proprio lui, insieme a Carlo Pepi, a denunciare i falsi di Genova -. Direi che non rischiamo questo pericolo: di falsari ne ho mandati in galera tanti...». G.C.

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di Redazione web