Il Tirreno

Livorno

Bacci: «La politica qui non ha responsabilità, non si faccia di Colle l’aula di un tribunale»

L’ex sindaco di Collesalvetti sull'ammanco da 250mila euro in Comune: «Ho presentato io l’esposto in Procura, pronto a denunciare chi tenta di infangarmi» 

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COLLESALVETTI. È cominciata con un esposto in Procura e si è chiusa con un altro esposto in Procura la vita da sindaco di Lorenzo Bacci. Nel 2009 fu lui, giovane neoeletto primo cittadino tra le file del Pd, a chiedere ai magistrati di fare luce sul caso delle piscine che lo aveva preceduto; nel maggio scorso, sullo scadere del suo secondo mandato, è stato sempre lui a varcare le porte del palazzo di giustizia per chiedere di fare luce su un presunto ammanco da 250mila euro spuntato tra i bilanci del municipio. «Non permetto a nessuno di infangare la mia persona», reagisce oggi, dopo che i rappresentanti di alcune delle forze politiche di opposizione – come riportato dal Tirreno – hanno chiesto di portare tutto in commissione, puntando il dito anche contro eventuali «responsabilità politiche».

«Sulla vicenda apparsa sul Tirreno di domenica relativamente al presunto reato commesso da un dipendente del Comune di Collesalvetti – scrive Bacci – il sottoscritto evidenzia, come già chiaramente emerso nell'articolo, che appena i dati in nostro possesso ci hanno consentito di avere un quadro di elementi sufficienti, il sottoscritto, in qualità di rappresentante legale dell'ente, insieme all'allora segretaria comunale, ha presentato formale denuncia alle autorità competenti, adempiendo in pieno alle proprie responsabilità, senza sottacere alcunché». «Il sottoscritto – sottolinea – ha inoltre poi informato il neo eletto sindaco in modo che l'amministrazione entrante potesse seguire l'evoluzione delle indagini». «Nonostante vi siano probabilmente ancora indagini in corso – aggiunge – qualcuno però già parla di “responsabilità politiche”. Lor signori capiranno presto che le uniche responsabilità che la politica poteva esercitare in questa vicenda sono state adempiute nel momento in cui, preso atto della situazione, la stessa si è rivolta alle autorità competenti...».

E i toni salgono subito dopo, quando Bacci si dice pronto a sporgere querela: «Visto che qualcuno non capisce, o fa finta di non capire, ho appena dato mandato al mio avvocato di verificare se esistono gli estremi per ravvisare il reato di diffamazione – secondo quanto previsto dall'articolo 595 del codice penale – nei confronti di chi ha già scritto le proprie sentenze, parlando di “responsabilità politiche gravissime”...». «Visto che il responsabile politico apicale della precedente amministrazione – ripete l’ex primo cittadino – è il sottoscritto, visto che sono stato io, insieme all'allora segretaria comunale a presentare formale denuncia alle autorità competenti appena i dati in nostro possesso ci hanno consentito di avere un quadro di elementi sufficienti, non ho intenzione di starmene a osservare passivamente dichiarazioni prive di fondamento che ledono la mia immagine e onorabilità. Se qualcuno pensa di fare di Collesalvetti l'aula di un tribunale politico a proprio uso e consumo, ha preso male le misure». —


 

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