Gioco
Morto a 21 anni in scooter: «Un poliziotto lo ha riconosciuto, ma abbiamo sperato che non fosse vero»
Il dolore del presidente e del vicepresidente dell’Acciaiolo. La squadra in lacrime, match di campionato rinviato
FAUGLIA. «Non volevamo crederci, abbiamo sperato che ci fosse stato uno sbaglio». Tonino Di Giambattista, presidente dell’Acciaiolo calcio Asd, racconta come ha saputo della morte dello sfortunato attaccante di 21 anni. «È stato un caso. Ci ha chiamato il nostro ex direttore sportivo, Bruno Betti, di Collesalvetti, che ora è direttore generale all’Atletico Etruria. Un poliziotto che ha fatto i rilievi, grande appassionato di calcio dilettanti, ha riconosciuto la vittima. Conosce Betti e così lui ha avuto la triste notizia. Ci ha subito chiamati, siamo rimasti senza parole, abbiamo sperato a lungo che non fosse lui. L’Ansa dava la notizia ma senza il nome, ci abbiamo sperato...».
Invece, non era così. Insieme al presidente c’era anche il fratello, Pio Di Giambattista. «Appena abbiamo avuto la conferma abbiamo informato la Federazione a Pisa e quella di Firenze e così la partita che era in calendario per oggi (ieri per chi legge, ndr) è stata rinviata». La squadra è sotto choc, a cominciare da un gruppo di amici arrivati insieme a lui dal Pro Livorno Sorgenti di Livorno.
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«Nicola Fiorenzani era con noi dall’anno scorso. Lo avevamo preso in prestito, aveva fatto bene e così era stato confermato anche per questa stagione. Bastava guardarlo per capire tutto di lui – aggiunge il vicepresidente –. Un carattere esuberante il suo. Un ragazzo solare con una grande padronanza di sé. Un po’ sfrontato nel senso buono, con lui stavi in allegria». E sul terreno di gioco si faceva amare. «Se lo guardavi giocare non sempre capivi le sue potenzialità. Era una punta scaltra, come gli balzellava un pallone in area lo buttava in rete. Era il nostro Inzaghi».
Insomma, faceva un sacco di gol, aveva un grande senso della posizione. «Era andato così bene con noi che eravamo intenzionati ad acquistare il suo cartellino. Un bravo ragazzo, la sua assenza si farà molto sentire sia in campo che nello spogliatoio, dal punto di vista umano». Se qualche volta Nicola arrivava in ritardi agli allenamenti perché era rimasto di più a lavorare poi sapeva come farsi perdonare. Una battuta, lo scherzo e il sorriso ritornava.
Appena i dirigenti hanno avuto la certezza del lutto che li aveva colpiti si sono recati a Livorno al cimitero. Lì hanno incontrato gli amici di Nicola e i compagni di squadra. «I genitori erano andati via – dice Pio Di Giambattista – e abbiamo incontrato una zia, alla quale abbiamo rivolto le nostre condoglianze». Il pensiero di tutti è andato ai genitori: li vedevano sempre al campo alle partite.
«Nicola, con ancora 22 anni da compiere tra un paio di mesi, dopo essere cresciuto nelle giovanili della Pro Livorno Sorgenti, da due anni era entrato a far parte della formazione gialloblù, in prestito dalla società livornese. Un attaccante rapido, veloce e con il senso del gol, Nicola si era già ben distinto nello scorso torneo ed era pronto e carico per iniziare questa nuova stagione. Alla famiglia vanno da parte di tutta la società Acciaiolo Calcio, stretta nel dolore per la perdita di Nicola, le più sentite condoglianze per questa tragica vicenda», questo il comunicato della società, pubblicato sui social nella mattinata di domenica.
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