Il Tirreno

Livorno

Una stanza protetta con i giochi per i bambini «Così aiuteremo le donne vittime di violenza»

Stefano TAGLIONE
Una stanza protetta con i giochi per i bambini «Così aiuteremo le donne vittime di violenza»

Inaugurazione in questura grazie all’impegno del Soroptimist e della polizia di Stato. La userà soprattutto la Squadra mobile per le indagini 

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il racconto

Stefano TAGLIONE

Le pareti candide che si stagliano sul parquet. Una scrivania dove parlare in intimità, vicino ad alcuni giocattoli per i bambini, lontano dagli sguardi indiscreti. Nasce – grazie all’impegno dell’associazione Soroptimist International di Livorno, guidata dalla presidente Barbara Couchel, e ad alcuni investimenti privati – la prima stanza della questura dove accogliere le donne e i bambini vittime di violenza. Uno spazio dedicato all’ascolto e alla denuncia, un luogo protetto per mettere a loro agio chi è sopravvissuto ai maltrattamenti di ogni genere e fa fatica solo a ricordarli. Figurarsi a raccontarli.

Ieri mattina, alle 11, la presentazione ufficiale e il taglio del nastro con il questore Lorenzo Suraci, il sindaco Luca Salvetti, l’assessore al sociale Andrea Raspanti, la vicequestore aggiunto a capo della Squadra mobile della polizia di Stato, Valentina Crispi, la sua vice Sabrina Vivaldi, la sostituto procuratore Ezia Mancusi, la comandante vicaria della polizia municipale labronica, Rossella Dal Forno e le responsabili del centro antiviolenza della Provincia di Livorno, che da anni è attiva sul territorio con lo Sportello Vis guidato dall’avvocata Cristina Cerrai, che ieri non è potuta essere presente all’inaugurazione a causa degli impegni professionali.

Il progetto si intitola “Una stanza tutta per sé”, come il saggio scritto nel 1929 dall’autrice britannica Virginia Woolf (A Room of One’s Own, il titolo originale) che rivendica, per il genere femminile, la possibilità di essere ammesse a una cultura che fino a quel momento si era rivelata di esclusivo appannaggio maschile.

In città, già quattro anni fa, il Soroptimist International di Livorno sotto la guida della presidente Elisa Amato aveva già inaugurato una stanza di ascolto, tutt’ora attiva nella sede del comando provinciale dei carabinieri, in viale Fabbricotti. Ieri il secondo progetto in via Fiume, proprio vicino all’entrata principale della questura. «Bisogna sostenere – dice la responsabile del Soroptimist livornese, Barbara Couchel – le donne nel delicato e incisivo momento in cui vengono a denunciare alle forze dell’ordine la loro esperienza. Così diamo loro il sostegno e il rispetto della dignità perduta. Sbarca a Livorno un progetto nazionale, che in tutta Italia ha già aperto oltre cento stanze di ascolto. Il numero è però destinato a salire molto velocemente, noi ci crediamo tantissimo».

Couchel, durante il suo intervento che ha aperto la giornata inaugurale del progetto, ha citato le donne della questura, a partire dalla dirigente Valentina Crispi e dalla sua vice, Sabrina Vivaldi, a capo della Squadra mobile. Il loro impegno è stato fondamentale per l’avvio del servizio a sostegno delle donne. Poi ha ringraziato la comandante della polizia municipale, Rossella Dal Forno, e l’avvocata Beatrice Bechi. «Quando ho parlato per la prima volta con la dottoressa Couchel – aggiunge il questore, Lorenzo Suraci – mi aveva subito accennato di questa possibilità, del fatto che si potesse ristrutturare una stanza della questura per adibirla all’ascolto delle vittime di violenza. C’è voluto qualche tempo, ma siamo riusciti ad arrivare a compimento di questo progetto. Una persona fragile da oggi potrà essere ascoltata qua dentro, in un ambiente confortevole e che credo sia stato ben realizzato, anziché in un normale ufficio come può essere il mio o quello della dottoressa Crispi. Qui lavorerà molto il personale della Squadra mobile (la cui sede, per altro, è vicinissima e allo stesso pian terreno dell’edificio di via Fiume ndr)».

«Quando una donna subisce un certo tipo violenze – spiegano dal centro antiviolenza della Provincia di Livorno – non è fragile solo fisicamente, ma anche dal punto di vista psicologico. Va aiutata e ascoltata». Da oggi sarà possibile anche in un ambiente protetto. —

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