Gioco
Sulla moto d'acqua col figlio di Salvini. Agente sotto procedimento. La Cgil: «Solidarietà»
Livorno: il segretario provinciale della Silp-Cgil, Luca Filippi, scrive che il leader della Lega "se avesse pensato da ministro avrebbe creato un imbarazzo in meno alla polizia"
LIVORNO. «Se l’ex ministro avesse pensato più da ministro che da papà, avrebbe creato un imbarazzo in meno all’istituzione della polizia di Stato e qualche problema in meno ai colleghi. Ministro, ministero, polizia, poliziotti, sono soggetti diversi l’uno dall’altro: nessuno può considerare “propri” donne, uomini, mezzi della polizia di Stato. I risultati sono sotto gli occhi di tutti».
A dirlo il segretario provinciale della Silp-Cgil Luca Filippi, sul caso del sovrintendente capo coordinatore della Squadra nautica di Piombino sotto procedimento disciplinare per aver acconsentito alla richiesta dell’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini, di far salire il figlio di 16 anni sulla moto d’acqua della polizia. È accaduto a Milano Marittima il 30 luglio. «Il rispetto della riservatezza – conclude il sindacalista – è fondamentale. Esprimiamo solidarietà al collega e siamo pronti a metterci a loro disposizione affinché siano tutelati i loro diritti in caso di procedimenti di qualsiasi natura».
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