Il Tirreno

Livorno

Resta senza lavoro e armato di coltello tenta una rapina: "Così l'ho fatto scappare"

Stefano Taglione
Resta senza lavoro e armato di coltello tenta una rapina: "Così l'ho fatto scappare"

Livorno, il 48enne è stato bloccato dai clienti fuori dalla tabaccheria e arrestato dai carabinieri: Il racconta della titolare: «Gli ho urlato contro ed è uscito»

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LIVORNO. Era disperato. Rimasto disoccupato a 48 anni e senza soldi, è entrato nella tabaccheria con il coltello in mano minacciando la moglie del titolare, Melania Chelli, e chiedendole di consegnargli l’incasso della giornata, per altro esiguo visto che erano le 8 e aveva appena aperto il negozio.

È sabato mattina in Borgo Cappuccini. All’interno del punto vendita dell’imprenditore Alberto Morlacchi, al civico 23 della centralissima via labronica, non c’è nessuno. La moglie del titolare, in quel momento l’unica al lavoro, è sola. Ma fuori dalla porta ci sono alcuni clienti del bar accanto, che lei conosce, a chiacchierare. A un certo punto entra un uomo – un quarantottenne livornese, di origini siciliane, la cui identità non è stata resa nota dalle forze dell’ordine – che abita a poca distanza dal punto vendita. Una bandana in faccia, il cappello nero in testa. Ha solo gli occhi scoperti. Non ha paura: solo tanta forza, quella della disperazione. «Dammi tutti i soldi, tutto quello che hai». Urla ed estrae dalla tasca un coltello. È a serramanico e parecchio lungo.

La donna reagisce di istinto. Grida più di lui: «Non ti do nulla». «Certe cose pensi che non succedano mai, invece poi ti capitano – dirà poi, al Tirreno, Melania Chelli – e per grazia ricevuta mi è andata veramente bene. Quando ho urlato lui è uscito dal negozio spaventato quanto me, ma non è riuscito a fuggire». Gli avventori fuori dal tabacchi, infatti, sentono tutto. Una volta fuori, prima cercano di parlarci per calmarlo, poi lo bloccano insieme ad altri passanti. Fra loro, qualcuno chiama il 112. Fortuna vuole che in quel momento, a un minuto di strada, c’è una pattuglia del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Livorno, guidata dal maggiore Guglielmo Palazzetti.

Gli uomini dell’Arma sono di turno in quel settore della città ed erano in zona proprio per un servizio di controllo del territorio, visto che in Borgo Cappuccini negli ultimi tempi ci sono stati dei furti e i residenti avevano auspicato una maggiore presenza da parte di poliziotti e carabinieri. «Sono arrivati subito – conferma Chelli – e lo hanno preso. Se lo avevo visto prima d’ora? No, non so chi sia. Non saprei neanche riconoscerlo perché aveva la bandana e un cappellino. Ho visto solo i suoi occhi».

I militari arrivano a sirene spiegate. Si fermano davanti alla tabaccheria e trovano il quarantottenne ancora sul marciapiede. Ha il coltello addosso: clienti e passanti, pur avendolo bloccato in maniera efficace, non sono riusciti a disarmarlo. Poi lo lasciano andare e gli uomini del Norm glielo tolgono, portandolo negli uffici del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia, in viale Fabbricotti.

Nel frattempo la donna è vittima di un leggero malore, motivo per il quale per precauzione viene trasportata al pronto soccorso di Livorno da un’ambulanza (con il medico del 118 a bordo) e da un’altra pattuglia dei carabinieri che nel frattempo è giunta in supporto ai colleghi, filati via con il rapinatore dichiarato in stato d’arresto per il reato di rapina aggravata dall’uso delle armi. «Sì, siamo andati in ospedale – conferma il marito della donna, l’imprenditore Alberto Morlacchi – e dalla stanchezza siamo rimasti a dormire per qualche ora. È andata bene».

La tabaccheria, ieri pomeriggio, ha comunque riaperto regolarmente. Con i due commercianti che hanno raccontato ai numerosi e affezionati clienti ciò che era successo poche prima. In molti, durante quei concitati momenti, in mattinata avevano notato la scena. Con l’arrivo dei carabinieri e il fermo del rapinatore.

L’uomo – residente in città da diverso tempo, in viale Italia, pur essendo di origine siciliana – ha alle spalle diversi precedenti penali, secondo quanto spiegato dal comando provinciale dell’Arma. Dopo gli accertamenti e la nomina di un avvocato d’ufficio, visto che non ne ha nominato uno di fiducia, i militari lo hanno accompagnato direttamente nel carcere del Sughere, dove attenderà l’udienza di convalida dell’arresto davanti al giudice per le indagini preliminari (il sostituto procuratore di turno è Massimo Mannucci).

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di Redazione web