Il Tirreno

Livorno

Inaugurata in questura la stanza per le donne vittime di violenza

Il taglio del nastro in questura
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Il taglio del nastro in questura

Livorno, grazie all'interessamento del Soroptimist prende il via il servizio. Il questore: "Un ambiente confortevole dedicato all'ascolto"

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LIVORNO. Inaugurata in questura la stanza da dedicare all’accoglienza delle donne vittime di violenza, dove appunto poter ricreare un ambiente in cui la vittima possa trovare il giusto momento di comprensione e di aiuto all’atto dell’esternazione della violenza subita.
 
Alle 11, in via Fiume, erano presenti (fra gli altri) il questore Lorenzo Suraci, il sindaco Luca Salvetti, la sostituto procuratore Ezia Mancusi, la presidente dell'associazione Soroptimist International di Livorno, Barbara Couchel (il cui contributo è stato essenziale per la ristrutturazione della stanza e alla sua apertura al pubblico), la vicequesture aggiunto Valentina Crispi (a capo della Squadra mobile labronica), la comandante vicaria della polizia municipale Rossella Dal Forno e l'assessore comunale al sociale, Andrea Raspanti.
 
Il progetto denominato appunto “Una stanza tutta per sé” è stato lanciato dall'associazione Soroptimist nel 2015 ed è rivolto alle forze dell’ordine con lo scopo di realizzare, dove non presenti, delle aule di ascolto dedicate alla denuncia di reati di violenza. "Bisogna sostenere - dice Couchel - le donne nel delicato e incisivo momento in cui vengono a denunciare alle forze dell'ordine la loro esperienza. Così diamo loro il sostegno e il rispetto della dignità perduta".
 
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"Ringrazio il Soroptimist - aggiunge il questore Suraci - per l'immediata disponibilità dimostrata. Una persone fragile da oggi potrà essere ascoltata qui dentro, in un ambiente confortevole, e in un normale ufficio come può essere il mio o quello della dottoressa Valentina Crispi". "Quando ci incontriamo in giunta - prosegue il sindaco Salvetti - c'è sì entusiasmo, ma anche sgomento per tutte le cose che dobbiamo fare. Ma quando usciamo dalle nostre stanze vediamo realtà come il Soroptimist che si danno da fare. In questo ultimi anni, a Livorno, è mancato l'ascolto. Ora sarà una Livorno migliore". "Il tema dei diritti - conclude Raspanti - è al centro del nostro impegno. Uno spazio fisico per creare uno spazio culturale, questa città ha fame di spazi".
 

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di Redazione web