Gioco
Il Comune condannato a pagare 180mila euro all’ex direttrice
Livorno: Maltinti si era rivolta al giudice del lavoro dopo essere stata licenziata da Nogarin. La lite nel 2016 dopo una commissione choc. Ora il municipio dovrà risarcirla
LIVORNO. Il fatidico nodo è arrivato al pettine ieri, a tre mesi dalle elezioni che hanno segnato la fine dell’amministrazione a Cinque Stelle guidata da Filippo Nogarin: il giudice del lavoro ha condannato il Comune a risarcire per oltre 180mila euro l’ex direttrice generale del municipio, Sandra Maltinti.
Nogarin l’aveva nominata a capo della macchina di Palazzo Civico nell’agosto del 2014, salvo poi mandarla a casa in anticipo due anni dopo, nel luglio del 2016. Una vicenda che tra i corridoi del municipio (e non solo) aveva tenuto banco per mesi. Perché, come molti ricorderanno, la rottura definitiva si era consumata in modo rumoroso dopo diffide, denunce reciproche e, soprattutto, una commissione consiliare delicatissima andata in scena in diretta streaming la mattina del 29 giugno del 2016: in quell’occasione Maltinti parlò di «ingerenze» della politica sul lavoro dei tecnici e di un «clima di terrore» nel palazzo, leggendo una relazione di otto pagine che fu poi portata anche in Procura dalla presidente della commissione. Parole che scatenarono la reazione dell’allora sindaco Nogarin, che alla fine licenziò la sua direttrice.
«Il comportamento tenuto dal direttore rappresenta un fatto di una gravità tanto rilevante da giustificare la revoca dell’incarico e il recesso dell’amministrazione dal contratto di lavoro», scrisse Nogarin dopo quella commissione, parlando di assessori e consiglieri «discreditati». Ma la storia è andata avanti, Maltinti – difesa dall’avvocato Paolo Bassano – ha presentato ricorso davanti al giudice del lavoro e ora il Comune dovrà risarcirla.
Va detto che la somma che figura nel dispositivo firmato due giorni fa dal giudice Federica Manfrè è inferiore a quanto chiesto inizialmente dall’ex direttrice generale (circa 450mila euro). Ma è una somma che ha comunque un peso importante per le casse del Comune: 181.004 euro. A Maltinti, si legge nella sentenza, è stato riconosciuto il risarcimento del danno per la parte «derivante dall’illegittimo anticipato recesso dal rapporto di lavoro in conseguenza della parimenti illegittima revoca dell’incarico dirigenziale». Il Comune è condannato anche «al pagamento a favore di Maltinti delle spese di lite che si liquidano in 10.000 euro per compensi professionali, 607 euro per spese di lite, oltre 15% rimborso spese forfettario, Iva e Cpa».
La sentenza è fresca di ore e nei prossimi giorni la nuova amministrazione comunale valuterà se fare ricorso. «Auspichiamo che il Comune porti questa situazione all’attenzione della Corte dei conti», commenta intanto l’avvocato Bassano, parlando di «scelta temeraria» dell’ex sindaco.
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