Il Tirreno

Livorno

la buona sanità  

Dona gli organi e salva la vita a due malati terminali

Fla. Lom.
Dona gli organi e salva la vita a due malati terminali

L 'intervento effettuato grazie alla tempestiva segnalazione  del reparto di terapia intensiva: «Orgogliosi di quanto fatto»

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LIVORNO. In grande fretta, perché non c’era tempo da perdere, le due equipe giunte rispettivamente dagli ospedali Tor Vergata di Roma e Molinette di Torino, hanno fatto i complimenti ai medici livornesi per la loro professionalità. All’origine di tutto, la generosità di una famiglia livornese che aveva appena perduto un proprio caro e la tempestiva segnalazione del potenziale donatore da parte della terapia intensiva livornese attraverso la quale il coordinamento locale ospedaliero ha avviato la procedura di valutazione d’idoneità in sinergia con il Centro Regionale di riferimento ed il Centro Nazionale Trapianti. L’ospedale di Livorno ha così reso possibile il trapianto d’organo in urgenza di 2 riceventi, dell’età di circa 50 anni, portatori di un insufficienza d’organo ormai terminale.

Nella notte tra il 6 ed il 7 settembre due equipe chirurgiche aerotrasportate hanno raggiunto il blocco operatorio del nostro ospedale per procedere al prelievo degli organi toracici ed addominali.

Il complesso percorso assistenziale è stato condiviso con la famiglia del donatore che non ha esitato a dichiarare la propria volontà favorevole al prelievo, una volta informata che sul territorio nazionale erano presenti pazienti che necessitavano urgentemente del trapianto d’organo.

«Questi importanti risultati – spiega Paolo Lopane, Coordinatore dell’Area Vasta Nord-Ovest dell’Organizzazione Toscana Trapianti – sono prima di tutto frutto del senso etico dei nostri cittadini e delle loro famiglie; nel caso in questione, è doveroso esprimere uno speciale ringraziamento alla famiglia che con lucidità, coraggio e grande dignità ha reso possibile un progetto così ambizioso che ha restituito una prospettiva di vita a due giovani pazienti, per i quali il trapianto rappresentava l’unica opzione terapeutica rimasta». Il dottore parla fiero dei suoi collaboratori. «È doveroso ricordare il ruolo dei professionisti impegnati ed in particolare i medici e gli infermieri della terapia intensiva, del blocco operatorio e del coordinamento locale ospedaliero, che hanno ancora una volta dimostrato la loro sensibilità alla terapia trapiantologica, delle elevate capacità professionali e un livello ottimale di integrazione multi professionale e multidisciplinare. Sono orgoglioso nel dire che il personale sanitario dell’ospedale di Livorno ha consentito alla rete trapiantologica di dare una risposta efficacie a due “emergenze” nazionali collaborando a pari livello coi i professionisti provenienti da altri prestigiosi ospedali italiani». –

Fla. Lom.



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