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Il consiglio comunale dà l'ok alla mostra di Modì: «Sarà la nostra Olimpiade»
Livorno, il sindaco annuncia: lunedì il Comune firmerà il contratto col curatore dell’evento. Ok alla variazione di bilancio da 1,9 milioni. Ecco quanto aumenta la tassa di soggiorno
livorno. «Lunedì firmiamo il contratto e partiamo: questa mostra può essere la nostra Olimpiade, il motore perché Livorno cambi passo». Luca Salvetti lo annuncia in consiglio con a fianco l’assessore alla cultura Simone Lenzi: all’inizio della prossima settimana il Comune firmerà il contratto con l’istituto Restellini, quello che cura la grande mostra di Modigliani che sbarcherà in città dal 7 novembre al 16 febbraio.
I numeri dell’operazione sono descritti nella variazione al bilancio di previsione 2019-2021 che contiene anche i due stanziamenti annunciati nei giorni scorsi sul fronte della casa e delle strade: 1.2 milioni per l’emergenza abitativa annunciati dall’assessore Andrea Raspanti e 3 milioni per riparare le strade. Una manovra che ieri, nonostante gli appelli della maggioranza, ha ottenuto il lasciapassare di tutto il consiglio comunale ad eccezione delle destre, che hanno bocciato proprio l’operazione-Modì.
Per la mostra, che sarà allestita ai Bottini dell’Olio, figurano in uscita quasi 2 milioni di euro (1.9): da trovare dove? Le carte dicono che l’evento sarà finanziato soprattutto dai visitatori che acquisteranno il biglietto (da 15 euro), dai turisti che alloggeranno negli alberghi e dagli sponsor.
Come chiarito dall’assessora al bilancio Viola Ferroni, l’amministrazione prevede infatti di incassare 900mila euro dai biglietti («stimando almeno 60mila presenze») e 300mila dalla tassa di soggiorno, che sarà aumentata. Qualche esempio: per i clienti che alloggiano negli hotel a tre stelle si passerà da 1.50 a 3 euro, nei B&B in forma imprenditoriale da 1 a 2 euro, negli alberghi a cinque stelle (in città ce n’è solo uno) da 3 a 5 euro (va detto che «Livorno è una delle poche città dove paghi la tassa al massimo fino a cinque giorni anche se pernotti più a lungo»). Quanto agli sponsor, per ora sono a verbale 100mila euro dalla Fondazione Livorno e 50mila dalla Regione. Circa 400mila euro arriveranno invece dalle casse del Comune, soldi che al momento sono nelle voci del personale «ma finirebbero comunque nell’avanzo libero al netto delle assunzioni già previste». Circa 90mila euro arriveranno dalle pieghe dei capitoli della cultura. Da sottolineare che il Comune trasferirà al Goldoni 400mila euro per il personale aggiuntivo e per i servizi che gestirà in virtù della convenzione firmata pochi anni fa.
Così, dopo avere rivendicato una delibera su tre fronti (turismo, casa, manutenzioni) che ha una «valenza straordinaria» e che «immetterà più di 5 milioni nel tessuto livornese dando anche nuove opportunità di lavoro», il sindaco ripete che «la mostra su Modigliani mostra potrà essere la nostra Olimpiade». «In campagna elettorale – ricorda – tutte le forze politiche avevano detto che nel centenario della morte si sarebbe dovuto fare qualcosa: noi ci siamo trovati davanti non “qualcosa” ma il top. Ne abbiamo parlato in giunta e ci siamo detti che chi fa l’amministratore deve avere coraggio». Non nasconde il percorso difficile il sindaco, perché «ci andiamo a scontrate con un contratto internazionale» e con un quadro finanziario da assemblare, ma «portare dentro al museo opere per 540 milioni è un salto di qualità per tutta la città, un’operazione per renderla più bella e conosciuta».
E mentre ripete che gli assessorati si stanno coordinando per coinvolgere scuole e crociere, lancia da subito l’appello alle forze politiche: «Aggiungete idee, se ne avete, e collaborate» per «cogliere questa occasione tutti insieme». Appello che (come si legge nell’articolo al lato) non incontra né la Lega né Fdi. «Apprezzo – la chiude così Salvetti – il comportamento delle forze di maggioranza, di Bl e del M5S, responsabili e consapevoli di essere di fronte a passaggio importantissimo per la città. Stigmatizzo il fatto che al di là capriole dialettiche il centrodestra ha votato contro la mostra più importante da dopoguerra».
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