«Evitate gli antibiotici se non servono»
L’allarme New Delhi è l’occasione per tornare sull’uso corretto degli antibiotici.
«È fondamentale che gli antibiotici vengano fatti con criterio e solo quando c'è necessità - sottolinea il primario Spartaco Sani -, non si devono mai prendere antibiotici fuori della prescrizione medica e senza motivazione, ed essi devono essere mirati. Per prendere l’antibiotico deve esserci un'infezione batterica in atto».
Attenzione: «Durante il periodo influenzale se uno ha l'influenza non devono essere fatti antibiotici - ricorda il primario -. Così come se uno ha batteri nelle urine non deve prenderli. Le infezioni respiratorie e urinarie sono la motivazione principale di abuso di antibiotici. Non ce n'è bisogno e in queste circostanze si selezionano germi resistenti e se ne favorisce la proliferazione».
È il caso del super batterio New Delhi, enterobatterio che ha nell'intestino il suo habitat naturale. «Finché sta lì non succede nulla», spiega Sani. Il primo passo per i problemi è la colonizzazione, cioé la sua moltiplicazione fino a diventare preponderante. «Quando una persona prende gli antibiotici per curare ad esempio una polmonite, viene fatta fuori gran parte della flora batterica normale che è sensibile agli antibiotici. Ma gli antibiotici non colpiscono i batteri resistenti che trovano maggior spazio, si riproducono più facilmente e colonizzano l’intestino diventando popolazione preponderante».
Tuttavia «il paziente che è colonizzato nella stragrande maggioranza non ha conseguenze, soprattutto se non ha patologie gravi e riprende la propria vita normale».
L’eventuale positività è casomai un fattore di rischio per il contagio. Normalmente con il rientro a casa e la progressiva variazione della flora intestinale, a distanza di qualche mese i pazienti si negativizzano. Coloro che sono veramente a rischio sono i pazienti con gravi patologie o immucompromessi.
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