Gioco
Riuniti i due fascicoli, quindici le parti offese non c’è il Comune
L’udienza è fissata per il prossimo 14 gennaio davanti al giudice per le indagini preliminari Marco Sacquegna
L’ultimo atto formale della procura di Livorno prima della richiesta di rinvio a giudizio dei confronti dell’ex sindaco Filippo Nogarin e dell’allora dirigente della Protezione civile Riccardo Pucciarelli è stato quello di riunire i due fascicoli che riguardano l’alluvione.
Inizialmente, infatti, erano state aperte due inchieste separate e indipendenti: una sull’esondazione del rio Maggiore e dunque sulle cause della morte della famiglia Ramacciotti e l’altro sullo straripamento del rio Ardenza che ha portato al decesso delle altre quattro vittime. Adesso, viste le analogie a cui sono arrivati i consulenti del dossier in cui sono state ricostruite cause e presunte responsabilità, i tre pubblici ministeri (Sabrina Carmazzi, Antonella Tenerani, Giuseppe Rizzo) e il procuratore capo Ettore Squillace Greco hanno deciso di riunire le indagini.
La data dell’udienza preliminare dove sul banco degli imputati ci saranno i vertici dell’ex amministrazione comunale e il loro comportamento nella notte più tragica della storia di Livorno è già fissata per il prossimo 14 gennaio davanti al giudice Marco Sacquegna, lo stesso che negli ultime sei mesi ha dovuto decidere riguardo ad altre due indagini delicatissime: quella sull’infermiera di Piombino e quella sull’interdizione dei vertici dell’Autorità portuale.
Oltre ai due indagati, l’ex sindaco è difeso dall’avvocata Sabrina Franzone, Pucciarelli da Anna Francini, ci saranno anche i parenti delle otto vittime che il tribunale ha riconosciuto e indicato come parti offese. In tutto, l’avviso della chiusura delle indagini, è arrivato a quindici persone tra cui ci sono anche alcuni sopravvissuti alla tragedia. Adesso toccherà a loro decidere se costituirsi o meno parti civile nel processo penale.
La Procura, invece, non ha individuato nel Comune di Livorno una possibile parte offesa nel procedimento. Una scelta che eviterà forse all’amministrazione una situazione paradossale: da un lato l’ex sindaco imputato come rappresentante del Comune e dell’altro l’amministrazione come parte civile nel medesimo processo. —
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