Gioco
Chiccaia, partono gli espropri e gli incontri con gli occupanti
Anche per Cigna in corso un intervento con la proprietà e la Regione. Individuate poi due nuove strutture per ospitare alcune famiglie
LIVORNO. Dal milione e duecento mila euro che verranno spesi per le case popolari, saranno esclusi gli edifici che sono già interessati da alcuni piani di recupero e per i quali sono già stati spesi dei fondi.
I due esempi principali sono rappresentati dalla Chiccaia e dal grattacielo della Cigna. E così, a margine, della conferenza stampa, il sindaco Luca Salvetti e l’assessore Andrea Raspanti hanno fatto il punto anche sulle due strutture. «Sulla Chiccaia stiamo lavorando, insieme all'ufficio casa, per trovare soluzioni personalizzate - spiegano ancora i due rappresentanti dell’amministrazione - Si tratta di persone che hanno occupato edifici di patrimonio Erp, perciò, per legge, non possono essere inseriti in graduatoria per cinque anni. La struttura sarà sgombrata a gennaio, dopo le feste di Natale e dunque stiamo cercando sistemazioni idonee. Abbiamo sanato qualche situazione che riguarda gli occupanti storici, si tratta di famiglie in regola con i pagamenti. Per quanto riguarda i proprietari, invece, è in corso un'operazione di esproprio».
Anche per la Cigna è in corso un lungo intervento che coinvolge diversi soggetti. «Abbiamo intrapreso un percorso e stiamo dialogando con la proprietà, oltre che con la Regione per trovare una soluzione. Ad agosto, per esempio, due nuclei familiari hanno ricevuto un'assegnazione . Un anno e mezzo fa le famiglie alla Cigna erano più di 200, ora sono rimaste in 108».
A proposito di agosto, quest'estate sono state individuate alcune strutture comunali che presto potranno ospitare i cittadini in difficoltà.
«Grazie a 89mila euro derivanti dalla legge di bilancio, a luglio abbiamo individuato e messo a disposizione della città due strutture comunali in via della Bassata e in via Romagnosi - spiegano ancora Salvetti e Raspanti - Il nostro obiettivo, oltre a sanzionare e individuare i trasgressori e gli abusivi che sfondano, è quello di massimizzare il numero dei posti per dare risposte a più persone possibili». —
N.C.
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