Italia
Al centro del mio lavoro c’è la protezione dei cittadini
La mattina presto del 10 settembre 2017 fui svegliato da una telefonata di un caro amico che abitava nel condominio tra Ardenza e via Grotta delle fate. Le sue parole furono poche e concitate “Luca viene perché qua è un dramma”. Quella frase è stato l’inizio di uno dei momenti più drammatici della mia vita professionale, mi sono trovato personalmente a raccontare in diretta tv una delle vicende più tristi della storia della città di Livorno e ad annunciare ciò che non avrei mai voluto annunciare ovvero la morte di miei concittadini, la devastazione e la ferita profonda inferta alla mia città.
E’ proprio per questo che quando a distanza di un anno e mezzo sono stato chiamato per la sfida elettorale per la carica di primo cittadino il tema della Protezione civile e della sicurezza del territorio sono stati per me dei punti fermi intorno ai quali è ruotato qualsiasi altro tipo di ragionamento politico amministrativo.
In questa città ogni altro evento drammatico ha lasciato in eredità oltre al dolore e alla rabbia anche l’immediata consapevolezza che si doveva cambiare per evitare che drammi simili avvenissero nuovamente.
E’ successo per l’incendio delle colline, è accaduto per il Moby Prince. Non è invece avvenuto per l’alluvione di settembre 2017 dopo la quale, al di la delle inchieste che faranno il loro corso e arriveranno a individuare le eventuali responsabilità sia sul fronte della gestione del territorio sia per quel che riguarda il sistema di allerta, non c’è stato un immediato ed organico intervento per riorganizzare il settore della protezione civile e rendere i cittadini livornesi più tranquilli e sereni nelle loro case.
A me è capitato prima e dopo la mia elezione a sindaco di incontrare abitanti delle zone più a rischio che ancora nelle notti di pioggia non riescono ad andare a dormire, guardano fuori e ascoltano i rumori che arrivano dai corsi d’acqua vicini. Non possiamo permetterci di lasciare una situazione come questa.
Ecco allora che in questi mesi ho ancora di più messo al centro del mio lavoro la Protezione civile della quale ho mantenuto la delega.
Ho seguito e apprezzato il lavoro della Regione Toscana e del commissario e presidente Rossi che in poco temo ha messo insieme interventi per più di 100 milioni.
Ho monitorato il lavoro della Nier che sta costruendo il nuovo piano di protezione civile e a loro ho chiesto di avere a disposizione, anticipando i tempi, la parte relativa al coinvolgimento della cittadinanza nelle fasi di allerta e prevenzione.
Abbiamo ricostruito all’interno della struttura comunale un ufficio che nei mesi precedenti era andato avanti solo ed esclusivamente grazie all’impegno di dipendenti comunali capaci di dare tutto anche in un settore che conoscevano da poco.
In questo senso proprio in questi giorni abbiamo individuato una nuova posizione organizzativa che a breve termine potrà anche diventare posizione dirigenziale in rapporto diretto con il sindaco con una struttura finalmente idonea a dare risposte in un settore come quello della protezione civile da sempre poco considerato.
A due anni dall’alluvione abbiamo pensato a tanti momenti di sensibilizzazione e coinvolgimento sui temi più importanti del settore, come strutturare la prevenzione, come lanciare le allerte, come affrontare le fasi più delicate dei fenomeni, come garantire aiuto e assistenza dopo l’emergenza. Tutte fasi ugualmente importanti che non possono essere sottovalutate e per le quali l’amministrazione comunale deve poter lavorare in stretto contatto con tutti i soggetti coinvolti, Prefettura, Vigili del fuoco, Forze dell’ordine, soggetti del volontariato e cittadini comuni.
Quando ho scelto di iniziare il percorso che poi mi ha portato ad essere Sindaco della mia città, ho fatto un patto con me su tutti i fronti ma su questo in particolare, dove si risponde di vite umane, non sarò mai e poi mai superficiale, pressappochista e approssimativo.
*sindaco di Livorno
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