Il Tirreno

Livorno

l’evento della fondazione berti 

Quegli eroi senza nome dell’8 Settembre dimenticati dalla storia

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La memoria

“Non dimenticare gli Eroi senza nome”. È il monito lanciato dalla Fondazione “Angiolo e Maria Teresa Berti” in occasione della ricorrenza dell’ 8 settembre 1943.

Nell’incontro rievocativo, svoltosi presso il Campo degli Eroi, dove ha sede la Fondazione, in Località Fichino nel Comune di Casciana Terme Lari, si è sottolineato in particolare come “il generale Badoglio firmò l’Armistizio con i tedeschi in casa. In tempo reale – si è aggiunto – la Monarchia abbandonò l’Italia e lo Stato tradì il popolo”.

“Centinaia e centinaia di giovani – si è detto – furono messi davanti ad una scelta di vita o morte da fare in pochi minuti. Ragazzi, ufficiali, senza comando o direttive, morti che ancora non si contano. Morti senza nome, dimenticati dalla Storia e dalle Istituzioni. L’8 settembre fu senz’altro un momento centrale per la nascita della Repubblica, pagato con prezzo di vite altissimo. La Fondazione – si è concluso – non dimentica”.

“Lo scopo principale è la conservazione della memoria storica e la memoria storica – si è precisato durante l’evento – non è l’interpretazione politica dei fatti, ma rappresenta il ricordo degli eventi. L’analisi storica ed il racconto storico si organizzano su due narrazioni: una è la narrazione dei grandi uomini, delle battaglie, delle date e tutto ciò che rende gloria a pochi. La Fondazione ha memoria delle date, ma ricorda sempre e comunque coloro che, senza nome e senza gloria, la storia l’hanno scritta dal basso”.

“Ed è in questa giornata – si è concluso – che noi abbiamo narrato ed onorato la memoria di coloro che furono abbandonati e che, probabilmente, volevano solo tornare a casa e non si intendevano dei grandi uomini, date e battaglie o di politica ai massimi vertici, perché le vittime di tutte le guerre sono queste”.

Angiolo Berti, livornese, è stato per 50 anni giornalista parlamentare, oltreché direttore dell'Agenzia Ansa a Bologna e collaboratore del Presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat.

Nel 1984, nel giardino della sua casa a Casciana Terme, ebbe l' idea di costruire lapidi e cippi a ricordo di chi era morto per i principi di libertà. Così allestì il primo, dedicato alla medaglia d'oro, il Carabiniere Salvo D' Acquisto, poi alla Resistenza, alla Marina Militare, alle Fosse di Katyn, alle Foibe, alle Donne nella resistenza.

Dopo la scomparsa di Angiolo e di sua moglie, Maria Teresa (pediatra, figlia del senatore Bertini, membro della Costituente) è stata creata la Fondazione che porta i loro nomi.

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