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Livorno

Materne e nidi aprono a 1.800 bambini e ci sono 16 insegnanti appena assunti

Gianni Tacchi
Materne e nidi aprono a 1.800 bambini e ci sono 16 insegnanti appena assunti

Livorno, in lista d’attesa per il nido restano in 227. La vicesindaca Mannucci: «Un dato fisiologico, la metà riuscirà ad entrare»

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LIVORNO. «Il nostro è un sistema educativo integrato che promuove la continuità tra l’asilo nido e la scuola materna: sulla fascia 0-6 anni c’è anche una legge del 2015, ma a Livorno abbiamo un metodo di lavoro consolidato che c’era anche prima dell’intervento normativo. In questo modo il percorso educativo può andare nella giusta direzione, sulla quale siamo intervenuti sia a livello di organico con nuove assunzioni sia nel campo della ristorazione con nuovi menu».

Anticipa subito qualche novità, la vicesindaca Monica Mannucci parlando della nostra città come «pilastro regionale sullo 0-6 anni, come testimonia anche il lavoro delle 16 strutture comunali (sette nidi 0-3, tre materne 3-6 e sei centri d’infanzia 0-6, ndr) e delle 14 convenzionate (dodici nidi e due materne, ndr)». L’anno educativo-scolastico inizia proprio oggi e il ringraziamento della vicesindaca - che ha le deleghe all’istruzione, alle politiche educative e all’edilizia scolastica - va agli uffici comunali che orbitano intorno a questo settore, «senza i quali sarebbe impossibile mandare avanti tutta l’attività».

Vicesindaca, partiamo dai nidi: quanti sono gli iscritti?

«L’offerta pubblica sullo 0-3 è di 941 posti, in più ne abbiamo altri 24 grazie a un progetto da 130mila euro della Fondazione Livorno. Gli iscritti sono quindi 965 tra bambini e bambine».

E quanti sono quelli rimasti fuori dall’elenco?

«In lista di attesa per i nidi ci sono 227 piccoli, un numero in linea con il recente passato. In base all’esperienza degli ultimi anni, possiamo prevedere che un centinaio potrà rientrare scalando la graduatoria: di solito queste liste si riducono del 50%».

È andata così anche nell’ultimo anno?

«Sì, c’erano 202 bambini in attesa, ma alla fine soltanto 94 rimasero fuori».

Passiamo alle scuole materne: anche qui i numeri sono simili a un anno fa?

«Esatto. I posti nelle strutture comunali sono 810, ai quali vanno aggiunti i 24 in convenzione con due scuole private: il totale è 834. Chiaramente in questo caso non ci sono liste di attesa, ma c’è la possibilità di rivolgersi alle scuole dell'infanzia paritarie. C’è però un aspetto sul quale mi vorrei soffermare. Tra nidi e materne abbiamo 13 portatori di handicap, ognuno dei quali avrà un insegnante di sostegno. Anzi, in realtà il sostegno è alla classe e non al bambino, in modo tale da valorizzare sempre di più l’aspetto inclusivo: l’obiettivo infatti è quello di un miglioramento della vita quotidiana di tutti. E poi non bisogna dimenticare i progetti del Cred (Centro ricerca educativa e didattica, ndr) e del Ciaf (Centro infanzia adolescenza e famiglie, ndr), che sono riservati anche ai bambini di 6 anni».

In particolare a chi sono rivolti?

«A tutti coloro che hanno bisogni educativi speciali, quindi si va dall’autismo fino ai disturbi specifici dell'apprendimento. All’interno del Cred c’è un gruppo permanente che lavora con le associazioni del settore e la pubblica amministrazione, ottimizzando le risorse e organizzando anche laboratori per i più piccoli».

Restando nell’ambito dei nidi e delle materne, ci sono stati problemi a livello di organico?

«Sì, nelle scuole comunali l’organico era carente di 16 unità, posti che abbiamo appena coperto con altrettante assunzioni di ruolo. Siamo andati a pescare nelle graduatorie di due vecchi concorsi, uno addirittura del 2010 che finalmente abbiamo chiuso. In particolare sono stati assunti otto educatori per la fascia 0-3 e otto insegnanti per quella 3-6, andando così a risolvere un’emergenza».

Ci saranno novità anche sulle sostituzioni temporanee?

«Ovviamente continueremo ad attingere dalle agenzie interinali, puntando sempre su un personale altamente qualificato, ma da quest’anno chiederemo ai sostituti di seguire il modus operandi del nostro corpo di educatori e insegnanti».
 

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