Il Tirreno

Livorno

Quattro indagati per la morte del marinaio precipitato dalla nave da crociera

Federico Lazzotti
Quattro indagati per la morte del marinaio precipitato dalla nave da crociera

Livorno, dopo la tragedia in porto il procuratore ha disposto l’autopsia e il sequestro  di tutta l’attrezzatura in dotazione al ventiseienne

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LIVORNO.  Sono quattro, a cominciare dal comandante, le persone iscritte nel registro con l’accusa di omicidio colposo per la morte di Marvin Galero, il marittimo filippino di 26 anni precipitato giovedì 5 settembre dalla “Vision of the Seas”, la gigantesca nave da crociera della compagnia Royal Caribben mentre era ormeggiata al molo 47, nella zona dell’Alto Fondale del porto di Livorno.

Per ricostruire le cause e le eventuali responsabilità dell’ennesima tragedia sul lavoro, il procuratore capo Ettore Squillace Greco, che coordina l’indagine condotta della Capitaneria di porto e della sezione di medicina del lavoro dell’Asl, ha disposto l’autopsia sul corpo del marinaio (sarà effettuata dal dottor David Forni) e il sequestro di tutta l’attrezzatura in dotazione al ventiseienne.

È da questi due accertamenti che gli investigatori sperano di capire che cosa sia accaduto intorno alle 11,30 di giovedì quando il marinaio era impegnato in alcuni interventi di pulizia fuori bordo sul ponte più alto in compagnia di un collega. Secondo una prima ricostruzione il giovane che fino a poco prima della caduta era ancorato a delle funi come prescritto dalla normativa sulla sicurezza sul lavoro, nel momento in cui ha terminato l’intervento, si è sganciato ed è precipitato per trenta metri. Adesso c’è da capire se sia stato per colpa di un malore, per imperizia oppure per il cattivo funzionamento o per l’usura dell’attrezzatura. «È stato come cadere contro un muro», spiegano i soccorritori per far capire la violenza dell’impatto con l’acqua. Il corpo del ventiseienne è stato ritrovato due ore più tardi a tredici metri di profondità. Oltre al comandante sono finiti nel registro degli indagati anche altri tre membri dell’equipaggio: il primo ufficiale, il nostromo e il secondo nostromo, tutti di nazionalità straniera.

«Appresa la notizia di un ennesimo incidente sul lavoro in ambito marittimo – spiegano dal Comune – la giunta esprime il proprio cordoglio per la morte dell’uomo, filippino, caduto in mare mentre stava lavorando, a quanto sembra, sulla murata della nave da crociera “Vision of The Seas” ancorata al porto di Livorno. In attesa di informazioni più dettagliate sull’accaduto – concludono – la Giunta si stringe ai familiari e ai colleghi del defunto, auspicando che vengano attuate sempre maggiori misure di sicurezza sul lavoro nel settore dei trasporti marittimi, e relativi controlli, affinché eventi simili, purtroppo estremamente frequenti, non debbano più ripetersi».

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