Il Tirreno

Livorno

Musica, ricordo, speranza È il concerto in Duomo a due anni dall’alluvione

Simone Fulciniti
Musica, ricordo, speranza È il concerto in Duomo a due anni dall’alluvione

Lunedì sera alle 21,15 la grande orchestra diretta dal maestro Mario Menicagli L’evento in cattedrale: il ricavato alla Caritas per la casa distrutta di Martina

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La musica per continuare a ricordare. La musica per condividere il dolore. La musica come speranza. La musica per riunire una città intera. Sono questi i motivi che hanno spinto l’Associazione Amedeo Modigliani e l’Accademia degli Avvalorati ad organizzare il concerto «A due anni dall’alluvione», che si terrà lunedì prossimo in cattedrale alle 21.15 e che si propone di ripetere l’emozionante esperienza dello scorso anno. Quando centinaia di livornesi, dentro e fuori dal Duomo, accompagnati dalle note di professori d’orchestra ricordarono con le lacrime agli occhi le nove vite portate via dall’alluvione.

L’iniziativa è stata presentata nel salone del Tirreno (il nostro giornale è media partner dell’evento insieme a Granducato Tv) dal capocronista Alessandro Guarducci, che ha sottolineato l’importanza di un evento del genere in una vicenda così drammatica per la città. «Decidemmo di fornire il nostro contributo fin da subito, attraverso quello che sappiamo fare meglio: allestimmo un piccolo concerto nella chiesetta di Collinaia, che consentì di ottenere modesti introiti. Fu una delle tante iniziative di supporto che si attivarono in quelle difficili ore – spiega Mario Menicagli dell’associazione Amedeo Modigliani – Lo scorso anno, invece, pensammo di realizzare qualcosa di più strutturato, rispondendo alle sollecitazioni di tanti musicisti, molti dei quali vivono e operano fuori città, che avevano una gran voglia di far sentire la loro vicinanza attraverso la propria voce o quella del proprio strumento. Da lì è partita l’idea del concerto nella cattedrale». Un’operazione che si preannunciava imponente e di difficile realizzazione e che invece è stata facile da mettere in piedi. È accaduto lo scorso anno e si è ripetuto quest’anno. «È bastato un semplice giro di whatsapp per avere innumerevoli adesioni – prosegue Menicagli – Il lavoro logistico è stato invece un pochino più complesso: il duomo non è un teatro ed ha bisogno di adattamenti, accorgimenti speciali. Voglio ringraziare don Donato Mollica per la sua cortese disponibilità». L’iniziativa avrà anche l’obiettivo di raccogliere fondi (l’ingresso è a offerta libera e sarà destinato alla Caritas), ma il maestro ricorda che «la cosa fondamentale è mantenere la memoria, riflettere con l'aiuto prezioso della musica».

«Ma quello che facciamo noi – conclude Menicagli – è imparagonabile rispetto a quello che seppero fare i bimbi motosi, e tutti gli altri volontari, veri eroi di quei giorni». Duecento coristi (coordinati dall’esperto Luca Priori) e settanta professori d’orchestra, che si esibiranno a titolo assolutamente gratuito. Massimo Signorini, dell’Accademia degli Avvalorati, ha elogiato l’enorme contributo, giunto da tutta Italia. «Abbiamo trovato aperture incredibili sin dal primo istante – afferma – Tantissimi gli enti e le associazioni che hanno garantito il loro patrocinio. Il resto lo farà la sensibilità dell’animo del musicista che, in casi come questi, viene profondamente colpita e reagisce d'impulso». Signorini ha illustrato con precisione gli scopi autentici dell'evento: «Ci sono state nove vittime, tante persone che hanno perso tutto, e le responsabilità che sono ancora da accertare. Il nostro concerto vuol tenere accese le luci sulla vicenda: solo e quando tutte le questioni saranno risolte, non avremo più bisogno di proseguire».

Sul tema della sicurezza si è espressa l’assessora Giovanna Cepparello: «Il piano della protezione civile al quale stiamo lavorando è uno strumento fondamentale solo se non resta un semplice adempimento normativo. Deve essere condiviso, conosciuto, soprattutto nei capitoli relativi ai rischi potenziali di nuovi eventi catastrofici. Sono questioni delicate. Dobbiamo affrontarle tutti insieme, sostenuti da un forte senso della comunità. La musica, in questo senso, può fare molto, creare una bella sinergia emozionale».

Principale destinataria dei proventi del concerto sarà la Caritas diocesana. «Inizialmente – spiega suor Raffella Spiezio – correvamo su due binari: AiutiamoLi e Riparte Livorno. Il primo è stato circoscritto in sei mesi, il secondo è ancora attivo. Quest'anno l' obiettivo è specifico: aiutare la famiglia di Martina Bechini a ricostruire quella che era la sua casa». —

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di Redazione web