Gioco
Esordio dei vespasiani in versione moderna, Livorno dopo 30 anni ha i suoi bagni pubblici
Livorno, funzionano solo con monete da 50 centesimi. La novità è stata subito apprezzata da alcuni crocieristi americani vicino al Comune
LIVORNO. Da giovedì 5 settembre sono in funzione. Si tratta dei bagni pubblici deliberati dalla precedente giunta Nogarin e che sono entrati in funzione in via del Porticciolo e in viale Italia. Sono accessibili dalle 6 fino a mezzanotte, evitando orari in cui più facilmente potrebbero entrare in azione i vandali. Tutto moderno.
Pulsantiera che in alto avverte quando si può inserire il denaro. Attenzione: la tariffa che permette alla porta scorrevole ed automatica di aprirsi come il famoso Sesamo, è di 50 centesimi. Il sistema accetta il pagamento con la sola moneta di quel valore. Non si può per esempio raggiungere la stessa cifra con due pezzi da venti ed uno da dieci. Il meccanismo, restituisce ciò che inserito e l’ingresso è permesso quando si è effettuata la corretta operazione. Idem se si provasse a mettere una moneta da uno o due euro. C’è scritto toilette per darle quel tocco d’eleganza tutto francese e che comunque, seppur con diversa pronuncia, vale anche per gli anglofoni. In italiano sarebbe vespasiano, in onore (diciamo così) dell’imperatore romano che inventò gli orinatoi pubblici nel primo secolo dopo Cristo e che mise una imposta dedicata, non appena si accorse che il frutto dei bisogni veniva poi usato per ricavarne ammoniaca da usare per smacchiare i vestiti.
In città, l’ultimo bagno pubblico (e dove ci si poteva anche fare una doccia), di cui rimase testimonianza per alcuni anni pur con i cancelli chiusi, fu quello di Piazza Guerrazzi, dopo il Bar Torricelli, verso Piazza della Repubblica. Praticamente, davanti al palazzo del Picchetto. Dai primi del 2000, lì, c’è un lastricato in pietra dove si può piacevolmente camminare coprendo un parcheggio sotterraneo.
Da troppo tempo si era capito che qualcosa andava fatto, mentre da altre parti erano già al passo coi tempi e con le esigenze della gente. Costretta, spesso, ad entrare in un bar, ordinare un caffè, ma solo per chiedere subito dopo dov’era il gabinetto. Tornare all’antico, non necessariamente significa regressione. Una vicino al Comune come detto, a due passi da dove i crocieristi attendono il passaggio per le loro destinazioni turistiche, dicendo basta alla brutta figura che Livorno faceva. In parte mitigata dal concedere l’uso dei servizi al piano terra di Palazzo Comunale, in mezzo agli uffici. Gli altri due, lungomare, chiaramente più dedicati alla popolazione autoctona. I bagni, sono entrati in funzione ma non in contemporanea. Il primo, è stato quello proprio di Via del Porticciolo, la strada che si insinua fra il Comune nuovo e la Camera di Commercio. Dopo 50 metri, eccoci arrivati. C’è un portoncino prima di accedere alla vera e propria struttura in acciaio.
Arrivano quattro americani, scesi dalla nave appena arrivata. Uno di loro, Darren, ha particolarmente fretta. Cappello alla Crocodile Dundee, decide che sarà lui il primo a lanciarsi nell’avventura. La moglie Susan e la coppia di amici in loro compagnia, ridono. Un paio di minuti e riesce ad entrare. Mentre Margie, l’amica, divertita scatta anche qualche foto col cellulare. Sono di Spartanburg, Sud Carolina, una realtà di provincia anche se lì c’è uno stabilimento della Bmw dove si assemblano i Suv per il mercato a stelle e strisce. Ammette che dalle loro parti non sono così ben attrezzati. «Souvenir d’Italy», dice ridendo. Chissà quanti scatti avrà da fare quando andrà al Museo di Città, loro prossima ed annunciata meta.
Sono le 11,25, si procede secondo itinerario alla prima delle casette in muratura color ocra scuro sul Viale Italia. E’ subito prima l’ultima giostrina, a 150 metri dal Gazebo. Ci sono i tecnici a fare gli ultimi controlli. Uno è della ditta PT Matic che per 5 anni avrà l’onere della manutenzione ordinaria e straordinaria. L’altro è un dipendente dell’ufficio manutenzione del Comune. Il locale è due metri per 1,75 ed appare confortevole. C’è il water in ceramica, subito dietro c’è il pulsante per far scendere la carta igienica e lo sportellino per gettarla dopo l’uso. Accanto, il lavandino in acciaio inox con uno specchio soprastante infrangibile.
Non c’è bisogno di fingere di essere un utente, perchè il bagno lo si vede bene così. Anzi. Il tecnico della ditta, fa di più. Tenendo bloccata la porta e lasciandola aperta, fa vedere come funziona il lavaggio dopo che una persona è uscita. Una operazione che altrimenti resterebbe misteriosa. Esce una barra che spruzza acqua e sapone che comincia a igienizzare la seduta (che è senza ciambella) e poi asciuga. Intanto, da altri ugelli, continua tutto il processo di lavaggio, sull’intero pavimento. Non appena tutto termina, l’impianto è pronto per ricevere un altro utente.
I sopralluoghi di controllo per verificare che tutto ciò che occorre, carta e igienizzanti, non venga a mancare, verranno fatti per il momento ogni 15 giorni. Un periodo ritenuto sufficiente per il numero di utenza media che ci si attende. Ma non è escluso che questo primo periodo serva per aggiustare il tiro e scorciare oppure allungare i tempi di queste verifiche. Siamo alla fine dell’estate e probabilmente i consumi reali non saranno poi così distanti dalle previsioni fatte al tavolino.
A mezzogiorno e mezzo, ci si sposta all’ultima postazione. Quella sulla curva dopo i Bagni Fiume. Anche in questo caso, si fanno le prove generali prima di renderlo ufficialmente agibile. Passa un signore che aveva già scorto la novità e domanda quando sarà attivato. «Dieci minuti, massimo un quarto d’ora» è la risposta. Soddisfacente, a vedere l’espressione di questa persona che è sicuramente un frequentatore abituale della zona. «Speriamo ne mettano in qualche altro punto in centro città; si vuole il turismo ma si parte dalle piccole cose. Che poi, certi bisogni ce li abbiamo tutti, mica solo i forestieri...».
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