Gioco
Dalle scienze al cinese gli assi dell’Enriques «In via Zola più classi una volta a settimana»
Livorno, Nedi Orlandini prende il timone del liceo di via della Bassata. Il debutto tra gesso, corsi-boom e 18 cattedre da riempire
LIVORNO. Si lascia scappare un sorriso Nedi Orlandini, che fino a giugno ha tenuto il timone del Nautico, dei Geometri e dell’Orlando: «Ebbene sì, sono scivolata sulle scale del Buontalenti proprio mentre venivo via, il giorno prima delle ferie: gesso per più di trenta giorni, ma ci siamo quasi...». Così a ridosso del suono della prima campanella, la nuova preside del liceo Enriques si è trovata a dover fare parecchi compiti a casa: presente a scuola attraverso mille telefonate, messaggi e carte da leggere, ma ferma sotto gli infortuni per quel braccio fratturato proprio all’uscita dal suo vecchio istituto. «In questi giorni ho lavorato tanto per telefono», rompe il ghiaccio.
E in tandem con lo staff dei docenti ha preso la prima decisione che tocca da vicino i 1.300 studenti del liceo, dopo l’odissea di una anno fa. Quale? Le classi – che come si sa sono troppe (56) per la sede rossa e bianca dietro al viale Italia, dove le iscrizioni continuano a crescere – dovranno fare lezione nelle 7 aule appena recuperate al Buontalenti al massimo una volta a settimana e non più 3, come era stato ipotizzato a fine anno scolastico dopo l’accordo raggiunto a fatica con la Provincia. Questo sarà possibile facendo ruotare nell’edificio-succursale di via Zola tutte le classi del liceo ad accezione delle 13 prime (e forse delle quinte), anziché solo le 14 ipotizzate all’inizio. «Da quest’anno e sicuramente per tutto l’anno – conferma la dirigente – utilizzeremo le 7 aule che erano del Cpia all’ultimo piano del Buontalenti. All’inizio della prossima settimana la Provincia finirà i lavori e il Comune completerà il trasloco del materiale del Cpia. A quel punto noi potremo andare a fare pulizie e a sistemare i banchi». Quelli che lo scorso anno erano nei locali in affitto di Porta a Mare e che per ora sono stati sistemati in una stanza. «In quelle 7 aule faremo ruotare più classi per un giorno a settimana, escludendo le prime e se potremo le quinte».
Una soluzione che permetterà di non dover scegliere solo 14 classi da tenere lontano dalla sede per mezza settimana: meglio un sacrificio più piccolo, ma per tutti. Così non ci saranno studenti penalizzati. Prima di comunicare la decisione definitiva e il dettaglio dell’organizzazione, però, «dobbiamo aspettare la riunione in programma a inizio settimana e il lavoro dei responsabili della sicurezza dei due istituti, che stanno facendo un piano congiunto».
Intanto prof e nuova dirigenza si preparano a riaprire le porte. Prime impressioni? «Questa – risponde Orlandini – è una scuola viva, con docenti molto professionali e tanti progetti avviati. Ci sono lo scientifico tradizionale e lo scientifico con potenziamento internazionale, unico in provincia, che prevede moduli di varie materie che vengono fatti in inglese e che al termine del percorso consentono di avere anche la maturità inglese di primo livello. Poi lo scientifico con potenziamento di architettura e design. Quindi l’indirizzo linguistico: europeo o orientale (arrivato al terzo anno) dove si insegna anche cinese, sempre con insegnanti madrelingua curricolari. E le nostre particolarità: il liceo scientifico sportivo, lo scientifico con opzione di scienze applicate e il potenziamento di biologia con curvatura biomedica, che riparte per il secondo anno: ce ne sono pochi in Italia, 4 in Toscana, fornisce una preparazione importante per facoltà come medicina e odontoiatria, c’è una convenzione con l’ordine dei medici che fanno lezioni». «Più strumenti diamo ai nostri ragazzi e meglio si troveranno», ripete Orlandini riferendosi sia ai vari indirizzi che ai percorsi per ottenere le certificazioni di lingua (questo è centro Cambridge).
Quest’anno il maggior numero di iscrizioni è arrivato per le scienze applicate (4 prime) e lo sportivo (3 prime).
Capitolo a parte meritano le cattedre da coprire con le supplenze. Quelle vacanti sono 18: «Ci mancano 3 cattedre di matematica e fisica, una di italiano, una di scienze, una di tedesco e ben 12 di sostegno. Entro fine mese dovremmo essere a posto perché tra il 25 e il 26 sono previste le convocazioni». La preside chiude con un pensiero proprio al sostegno: «Speriamo che si riesca a coprirle con personale specializzato, sarebbe importante». —
La carta d'identità
livorno. La sua prima supplenza l’ha fatta da giovanissima, a vent’anni. Laurea alla Bocconi, un lungo curriculum sia come studentessa che come prof e dirigente, racconta di essere un’appassionata di camminate in montagna, dove però riesce ad andare sempre troppo poco. Nedi Orlandini, 61 anni, una figlia, è la nuova preside del liceo Enriques. Ligure di nascita, si è divisa a lungo tra La Spezia e Milano, prima che il cuore la portasse 33 anni fa a Livorno. Diplomata al liceo classico nella sua terra di nascita, si è laureata in economia aziendale alla Bocconi, con un specializzazione dottore commercialista, seguita da un diploma post laurea di specializzazione in teorie e metodologie della valutazione scolastica. Il suo curriculum racconta che ha scritto anche libri di economia aziendale per la scuola superiore.
«Ho fatto la prima supplenza a vent’anni a Milano, insegnavo diritto alle superiori. Quando mi sono sposata e sono arrivata a Livorno ho iniziato a insegnare matematica come supplente e poi sono entrata di ruolo vincendo la cattedra di economia aziendale». Nel 2004 fa il concorso da dirigente e nel 2007 inizia la nuova avventura: è stata preside del Cappellini (al primo anno di autonomia dopo l’accorpamento con Viareggio), del Niccolini Palli e del polo Buontalenti, Cappellini, Orlando. Nel mezzo è stata anche reggente per tre anni del comprensivo Don Angeli. All’arrivo al liceo Enriques ha deciso di confermare come vicepreside Eleonora Agostinelli («che so essere in gamba e memoria storica dell’istituto, ci siamo già parlate e sono sicura che lavoreremo bene insieme») e le altre due collaboratrici della dirigente: Laura Luperi e Rossella Dibatte.
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