Gioco
Bimbo rapito, il padre non ha responsabilità in questa vicenda
Egregio direttore
ho ricevuto incarico dal padre del bambino (non pubblichiamo il nome per tutelare il piccolo, ndr) con riferimento a quanto pubblicato il 28 agosto 2019 a pagina 11 (Toscana) del Tirreno, nell’articolo “Bimbo rapito dalla Casa famiglia. . ”
Sono costretto a specificarvi che esso, attraverso una ricostruzione falsa e diffamatoria che attribuisce comportamenti mai tenuti, è gravemente lesivo dell’immagine personale del mio cliente. In particolare nell’articolo si afferma: “...sono entrati nell’interno della struttura dove...omissis...è ospitato il loro bambino e se lo sono portato via. . . omissis… ora la polizia sta cercando i due genitori.... . omissis...così insieme al nuovo compagno ha deciso di portarselo via.... ”
Come, per fortuna con esito positivo, l’evolversi della situazione ha dimostrato, il padre niente aveva a che fare con il fatto avvenuto, peraltro nessuno avvisandolo di alcunché e venendo a sapere dell’intera vicenda tramite il proprio avvocato, sottolineando di seguito come si sia trattato di affermazioni false e infondate, dalle quali derivano accuse diffamatorie. Infatti, al contrario di quanto si afferma, pur nel disappunto e dispiacere di aver visto il proprio figlio affidato a una gestione esterna alla famiglia, nessun comportamento atto a sottrarre il bambino agli assistenti ai quali era stato affidato è stato mai tenuto dallo scrivente, rispettoso e ligio delle istituzioni italiane e dei suoi rappresentanti e nelle loro decisioni, pur nella speranza presto di rivedere e tenere il figlio in famiglia e/o comunque vicino. Fermo restando che quanto è accaduto si ricollega probabilmente ad una grave stato di disagio e stress psichico che sta attraversando per quanto sta accadendo la compagna e madre del piccolo, per quanto riguarda l’assistito e rappresentato quindi l’articolo è totalmente infondato. Nè in nessun singolo evento dell’intera vicenda ci sono elementi che possano far presupporre la sia pur minima volontà di opporsi e sottrarsi alla volontà della legge e alle determinazioni giudiziali, avendo sempre il padre mostrato un comportamento collaborativo e volontariamente consapevole del fatto che tutti i soggetti (istituzionali o meno) stanno agendo soprattutto per il benessere del figlio.
Quindi si è voluto collegare in modo diffamatorio un comportamento e una presenza a sostegno della compagna a condotte che non presupponevano affatto atti potenzialmente pericolosi o disagevoli per il bambino o terzi.
Alla luce di quanto sopra esposto è evidente che le notizie date in ordine alla condotta del padre e alle ricerche della polizia nei suoi confronti sono totalmente infondate e gravemente lesive della sua immagine. Peraltro, considerando complessità della vicenda, resta del tutto arbitraria l’accusa di condotte anomali o ambigue, piuttosto che illegali, da parte del padre, valutato proprio la condotta sino ad adesso tenuta dallo stesso. –
Avv. Massimo Batini
(Foro di Livorno)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google