Il Tirreno

Livorno

la precisazione  

Bimbo rapito, il padre non ha responsabilità in questa vicenda

Avv. Massimo Batini

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Egregio direttore

ho ricevuto incarico dal padre del bambino (non pubblichiamo il nome per tutelare il piccolo, ndr) con riferimento a quanto pubblicato il 28 agosto 2019 a pagina 11 (Toscana) del Tirreno, nell’articolo “Bimbo rapito dalla Casa famiglia. . ”

Sono costretto a specificarvi che esso, attraverso una ricostruzione falsa e diffamatoria che attribuisce comportamenti mai tenuti, è gravemente lesivo dell’immagine personale del mio cliente. In particolare nell’articolo si afferma: “...sono entrati nell’interno della struttura dove...omissis...è ospitato il loro bambino e se lo sono portato via. . . omissis… ora la polizia sta cercando i due genitori.... . omissis...così insieme al nuovo compagno ha deciso di portarselo via.... ”

Come, per fortuna con esito positivo, l’evolversi della situazione ha dimostrato, il padre niente aveva a che fare con il fatto avvenuto, peraltro nessuno avvisandolo di alcunché e venendo a sapere dell’intera vicenda tramite il proprio avvocato, sottolineando di seguito come si sia trattato di affermazioni false e infondate, dalle quali derivano accuse diffamatorie. Infatti, al contrario di quanto si afferma, pur nel disappunto e dispiacere di aver visto il proprio figlio affidato a una gestione esterna alla famiglia, nessun comportamento atto a sottrarre il bambino agli assistenti ai quali era stato affidato è stato mai tenuto dallo scrivente, rispettoso e ligio delle istituzioni italiane e dei suoi rappresentanti e nelle loro decisioni, pur nella speranza presto di rivedere e tenere il figlio in famiglia e/o comunque vicino. Fermo restando che quanto è accaduto si ricollega probabilmente ad una grave stato di disagio e stress psichico che sta attraversando per quanto sta accadendo la compagna e madre del piccolo, per quanto riguarda l’assistito e rappresentato quindi l’articolo è totalmente infondato. Nè in nessun singolo evento dell’intera vicenda ci sono elementi che possano far presupporre la sia pur minima volontà di opporsi e sottrarsi alla volontà della legge e alle determinazioni giudiziali, avendo sempre il padre mostrato un comportamento collaborativo e volontariamente consapevole del fatto che tutti i soggetti (istituzionali o meno) stanno agendo soprattutto per il benessere del figlio.

Quindi si è voluto collegare in modo diffamatorio un comportamento e una presenza a sostegno della compagna a condotte che non presupponevano affatto atti potenzialmente pericolosi o disagevoli per il bambino o terzi.

Alla luce di quanto sopra esposto è evidente che le notizie date in ordine alla condotta del padre e alle ricerche della polizia nei suoi confronti sono totalmente infondate e gravemente lesive della sua immagine. Peraltro, considerando complessità della vicenda, resta del tutto arbitraria l’accusa di condotte anomali o ambigue, piuttosto che illegali, da parte del padre, valutato proprio la condotta sino ad adesso tenuta dallo stesso. –

Avv. Massimo Batini

(Foro di Livorno)

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