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Tutti pazzi per lo spazzino del mare: «Gesto bellissimo incontreremo Saimir»
Livorno, dopo la storia raccontata dal Tirreno, il Comune parlerà con lo spazzino del mare «Tante sensibilità come questa, cerchiamo un modo per metterle a sistema»
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LIVORNO. «È una iniziativa bellissima, fa piacere leggere di gesti come questo, lo incontreremo per ringraziarlo...». L’assessora all’ambiente, Giovanna Cepparello, reagisce con queste parole dopo aver letto la storia pubblicata ieri dal Tirreno. La storia di Saimir Dashi, l’uomo che dopo aver perso il lavoro si è reinventato spazzino-volontario del mare e che ogni giorno ripulisce i fondali del moletto di San Jacopo da ogni genere di schifezza. Da solo, in poche settimane, ha tirato fuori dall’acqua più di un camion di spazzatura: una trentina di copertoni di auto, pezzi di un gommone affondato, pezzi di resina, bicchieri e contenitori di plastica, ferro, corde, reti, bottiglie di vetro. Rifiuti recenti e altri finiti in fondo al mare chissà quando, come una maschera da sub rotta che ormai sembra un pezzo di antiquariato e una tesserina da 25 euro del cinema Medusa scaduta il 31 agosto di quattordici anni fa.
«Fa piacere – ripete dal municipio Cepparello – leggere di gesti come questo. Il bello è che la sensibilità di Saimir verso questo problema non è neanche isolata». Così racconta che «sia i pescatori in varie situazioni sia alcune associazioni, tra le quali la Misericordia, ci hanno chiesto di poter fare attività di questo tipo in maniera sistemica e volontaria».
«Il problema – sottolinea l’assessora all’ambiente – è che in questo momento manca una normativa che consenta di gestire e mettere a sistema queste attività, ed è un peccato...». L’esempio è proprio quello dei pescatori che nei mesi passati sono stati protagonisti di un progetto pilota, poi esportato in Europa, che in Toscana ha permesso ai pescherecci di trasformarsi in spazzini del mare, portando a terra la plastica raccolta nelle reti senza essere costretti a rigettarla in mare o a pagare lo smaltimento dei rifiuti.
«C’è un disegno di legge – ricorda l’assessora – che è arrivato in approvazione in commissione ma si è fermato per la crisi del governo: è la legge Salvamare voluta dal ministro Costa che permetterebbe di mettere a regime il fishing for litter». La “pesca” dei rifiuti. «Ma noi – riprende l’assessora – qualcosa intanto vogliamo farlo, perché la motivazione di tutte queste persone non può essere sprecata, è un’energia civica da valorizzare. Stiamo cercando di trovare delle strade per non lasciare che esperienze come quella di Dashi non restino isolate ma entrino in un sistema».
Certo i problemi ci sono e Cepparello non li nasconde: «Un conto è ad esempio se raccogli piccole quantità di plastica, una busta, e la smaltisci con la differenziata, un altro è se si ha a che fare con grandi quantità e grandi rifiuti». Ma «cercheremo di fare qualcosa, anche perché abbiamo notato che il tema dei rifiuti e della plastica in mare prende in modo particolare la pancia delle persone, è molto motivante». Così torna all’esperienza di Saimir, che ieri è tornato al moletto davanti alla Baracchina Bianca con la sua maschera, e annuncia che il Comune lo incontrerà: «Lo andremo a trovare per ringraziarlo per quello che fa, assolutamente. Anche se ad oggi attività spontanee come questa non trovano ancora spazio nella normativa».
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