Il Tirreno

Livorno

Limoncino, viaggio alla discarica deserta, ma il Comune attende novità da Firenze

Flavio Lombardi
Limoncino, viaggio alla discarica deserta, ma il Comune attende novità da Firenze

Livorno, da un mese e mezzo la Regione deve pronunciarsi sul rinnovo dei permessi alla società che gestisce l’impianto

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LIVORNO. Sono le 12 di un mattino dei primi di settembre e s’incontra il saluto di Giovanni, l’uomo del Comitato del no alla discarica che è a presidiare il bivio di via della Valle Benedetta che porta fino in cima all’impianto. Può cominciare ora la ricognizione di Monte la Poggia. Che parte all’ombra di un filare di lecci su ambo i lati che regalano frescura, proprio in prossimità della prima “piegata” a sinistra con la strada che comincia la sua pendenza.

Il tragitto complessivo sfiora i due chilometri, con dieci curve in totale di cui tre veri e propri tornanti. Lo scooter sbuffa, incrociando quando annessi agricoli, quando immobili vere e proprie abitazioni residenziali. Ogni tanto, un cancello a guardia di un vialetto che conduce fino a qualche casa coperta dal verde e immersa nel silenzio. Un quad arancio procede verso valle e sarà l’unico veicolo incrociato durante quei tre o quattro minuti che serviranno per giungere sino all’ingresso del sito industriale di Belma, gestito da Livrea. Come previsto, non c’è nessuno. Il cancello è chiuso con catena e lucchetto e una telecamera osserva che nessuno si introduca senza il permesso della proprietà. Si conferma quel che i cittadini stessi dicono. Da un pezzo, non arriva nessun materiale, e probabilmente sarà così fino verso il 20 settembre. Neppure su mezzi con portata massima di 35 quintali secondo quanto dispone l’ordinanza del Tribunale di Livorno del 1 maggio 2014.

Un’attività sospesa, complice forse la stagione ma forse anche la scelta dei legali dell’azienda all’adozione di una linea ben precisa. Non dare troppo nell’occhio, aspettare le novità da tutti attese, profondendo energie semmai per preparare bene le carte per avere l’Aia confermata.

Il 26 agosto intanto quelli del comitato hanno festeggiato con una cena al solito posto, la base del loro ritrovo, lì da basso, i 9 anni di attività feroce contro lo smaltimento di rifiuti in una zona che molti ritengono sia da proteggere e preservare a livello ambientale. Tanta gente a convivio, prendendo spunto per domandarsi quanto tempo occorra in Regione ed in special modo alla Conferenza dei Servizi per cominciare a dare risposte più concrete su questa questione. Perché da una parte ci sono degli imprenditori che vogliono continuare a conferire materiali per i quali hanno avuto dei permessi ora eventualmente da vedersi rinnovati, dall’altra c’è chi si oppone a questo tipo di attività e auspica un bel semaforo rosso.

I primi di luglio, un blocco di un grosso mezzo fece scatenare nuovamente l’inferno, riportando i riflettori sulla discarica e sulla voglia della gente di non volere una bomba sulla testa di Livorno. Nonostante le rassicurazioni date personalmente a suo tempo da Paolo Massarini, manager romano ex Acea e rappresentante di Livrea. Una azienda controllata da una finanziaria registrata alla Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno con numero Rea Li-149219.

Il 14 luglio, ci fu la prima Conferenza dei Servizi con la presenza dell’assessora all’ambiente Giovanna Cepparello e di alcuni tecnici del Comune; il 18 la seconda, sempre a Firenze questa volta anche col sindaco. Luca Salvetti riportò i punti discussi dal Comune che non potevano non tener presente le indicazioni direttamente arrivate dagli uffici tecnici. Secondo i quali, è necessario che il vincolo idrogeologico nel frattempo scaduto, sia rinnovato alla luce dei cambiamenti delle curve pluviometriche che nel sito si sarebbero registrate in seguito all’alluvione del 10 settembre 2017. Si aggiunge poi il dubbio che arriva dal dipartimento Arpat di Livorno, guidato da Lucia Rocchi e che indicava come necessarie, ulteriori verifiche perché potrebbe non confermarsi l’impermeabilità del fondo della ex cava, un dato invece contestato da Paolo Bellabarba.

Questo fattore potrebbe determinare il mancato rispetto delle prescrizioni Aia (autorizzazione integrata ambientale, ndc) e delle caratteristiche necessarie previste dalla normativa vigente. In base a queste motivazioni la Regione decise per l’avvio al procedimento di sospensione del nulla osta per il conferimento dei rifiuti che aveva rilasciato in primavera. Di tempo ne è passato e si attendono nuove. «Ho appena inviato un sollecito in Regione – ha fatto sapere lunedì Cepparello – perché dopo un mese e mezzo è ora che la macchina si metta nuovamente in moto. Contiamo a breve di sapere se Livrea ha un impianto ritenuto sicuro circa tutte le eccezioni sollevate, oppure no. Gli esperti, si dovranno finalmente pronunciare».

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di Redazione web