Gioco
Riparte il taglio dei pini: «Un nuovo esposto»
Picchetto del comitato prima dell’arrivo dei carabinieri: «L’atto alla procura di Livorno è stato inutile, andremo a Genova»
«La procura di Livorno sta ancora indagando, ma purtroppo non si è mai espressa sullo stop al taglio dei pini. Domani (oggi per chi legge ndr) andremo a Genova, consegneremo anche lì un esposto. Speriamo di fermare questo scempio».
A parlare è Maria Paola Filippi, che insieme ad alcuni cittadini di Stagno ha scelto questa strada per cercare di fermare l’abbattimento degli alberi di via della Costituzione, contro il quale sta combattendo da luglio anche il comitato stagnino. La donna, oggi, andrà in Liguria insieme a un altro attivista. «Ci hanno spiegato che per questa vicenda possiamo rivolgerci anche alla procura di Genova – continua – quindi proveremo quest’ultima strada, sperando di arrivare in tempo. Stiamo valutando anche il ricorso al Tar, ma i tempi si annunciano lunghi. Se non altro può servirci per far sì che il Comune non continui a buttare giù tutte le altre piante della frazione, che sono più di cento».
Lunedì gli operai hanno ripreso a lavorare e ieri hanno ricominciato a tagliare le chiome. «Secondo noi entro giovedì finiranno di abbattere tutti i pini – spiega Jasmine Caroti, una delle attiviste del comitato – e gli operai hanno anche chiuso il cantiere. Purtroppo c’è poco da fare e anziché stare a guardare a un certo punto abbiamo deciso di andare via, dato che rimanere lì non aveva più senso».
Gli attivisti del comitato si incontreranno anche oggi per decidere il dà farsi. C’è chi pensa a una nuova visita in Comune, ma si percepisce molta sfiducia. «Purtroppo qualsiasi iniziativa legata a un ricorso in tribunale – confida Caroti – non può che non portare a niente, visto che un eventuale decisione favorevole arriverebbe senza più l’oggetto del contendere, ovvero i pini. Fra pochi giorni non ce ne sarà più nemmeno uno».
Ieri mattina al sit-in dei manifestanti sono arrivati pure i carabinieri della Compagnia di Livorno, guidata dal capitano Guglielmo Palazzetti, avvertiti da alcuni lavoratori del cantiere. I militari, in ogni caso, si sono limitati a suggerire ai presenti di non ostacolare il cantiere, circostanza che ieri non si è mai verificata. Dopodiché gli attivisti sono andati via, così come gli uomini dell’Arma. Non si sono registrati momenti di tensione. «Il timore è che le piante vengano abbattute molto rapidamente – conclude Caroti – anche perché dal 18 al 20 luglio gli operai hanno dimostrati di essere in grado di farlo. Poi c’è stata la sospensione estiva, hanno fatto anche un corso, quindi siamo arrivati fino ad oggi. Purtroppo le sensazioni sono negative, ma cercheremo di sempre di preservare tutti gli altri pini della frazione». —
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