Il Tirreno

Livorno

cambia il museo di cittÀ 

I Bottini dell’Olio come il Palazzo Blu Salvetti: «Dopo Modigliani altre mostre»

Giulio Corsi

Per finanziare l’evento sull’artista livornese il Comune aumenterà la tassa di soggiorno per i turisti che pernottano in città 

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Il progetto del sindaco Luca Salvetti è quello di fare dei Bottini dell’Olio una sorta di Palazzo Blu, il centro museale sui lungarni di Pisa che negli ultimi anni si è affermato nel circuito internazionale della grande arte accogliendo in un decennio qualcosa come 700mila visitatori.

E così, dopo la mostra Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti, la volontà dell’amministrazione comunale è quella di continuare. Certo, non sarà possibile ogni anno riproporre un evento di questo livello, ma la strada è segnata.

Non a caso nell’accordo che sarà firmato probabilmente il 13 settembre col fondatore della Pinacoteca di Parigi Marc Restellini, tra i principali esperti di Modigliani nel mondo e curatore della mostra che ha già riscosso grandissimo consenso a Milano e Roma, non sarà prevista la fornitura dell’allestimento.

Per quella ci penserà direttamente il Comune e sarà, come dice Salvetti, «un vestito che daremo all'attuale configurazione del museo e che potremo riutilizzare in seguito, in modo che il museo viva proponendo cose diverse nel tempo».

cambia il museo di città

C’è insomma sul tavolo - in parallelo all’arrivo della mostra - un ripensamento del Museo della Città. «Il rischio altrimenti è che la struttura possa prima o poi andare in crisi – sottolinea il sindaco -. Vogliamo che il museo non sia più solo la mostra permanente, dove il visitatore viene una volta e poi non torna, ma che con questa forma di allestimento offra la possibilità di mostre specifiche. Gli spazi ci sono, l'allestimento che faremo per Modigliani sarà ad hoc per permettere alla mostra permanente di rimanere così com’è adesso, utilizzando altri spazi per nuove esposizioni temporanee. È un investimento che facciamo con convinzione».

1.3 milioni di costi

Proprio ieri la giunta si è riunita per definire la parte finanziaria dell’operazione. Come avevamo scritto nei giorni scorsi il costo totale dovrebbe aggirarsi attorno a 1,3 milioni, comprensivi del noleggio della mostra, dell’allestimento, dei costi del personale, della sicurezza.

La cifra sarà spalmata su due anni, anche perché la mostra inizierà a metà novembre e durerà fino a febbraio 2020. Quest’anno serviranno 800mila euro, l’anno prossimo circa mezzo milione.

La variazione di bilancio sarà portata in consiglio comunale il 12 settembre. Ma se ne parlerà già venerdì 5 nella conferenza dei capigruppo, alla quale parteciperà probabilmente anche Salvetti. Politicamente il sindaco spera che ci sia una convergenza generale sulla mostra e dunque di ricevere il via libera alla variazione da parte di tutte le forze presenti in consiglio. Sarebbe un segnale importante - vorremmo dire scontato -, visto che si tratta del più importante evento culturale che si ricordi in città dal dopoguerra, di cui la città potrà solo beneficiare, sia a livello di immagine, sia a livello economico considerato che sono attesi almeno 80mila visitatori.

tassa di soggiorno su

Da dove saranno presi i soldi? «La mostra ricade su due esercizi, per questo in parte dobbiamo fare i conti con un bilancio non predisposto da noi e per lo più già impegnato - premette l’assessore al bilancio Viola Ferroni -. Le fonti di finanziamento per il 2019 arriveranno da risparmi dell'ente, parlo di avanzi di amministrazione su vari capitoli, dagli introiti della mostra (a cominciare dalla bigliettazione) e poi cercheremo l’aiuto esterno come sponsorizzazioni e il sostegno del ministero ad esempio. Per una iniziativa di questa portata riteniamo giusta un’unione di forze che ovviamente vada oltre al Comune, penso alla Camera di Commercio, alla Regione: perché non sarà solo l’evento di Livorno, siamo davanti ad uno degli eventi di punta della Toscana e d’Italia».

Per quanto riguarda il 2020 invece almeno 300mila euro dovrebbero arrivare dalla tassa di soggiorno - quella che pagano i turisti che pernottano nelle strutture ricettive - che l’amministrazione ha intenzione di aumentare e che sarà completamente destinata al finanziamento della mostra. «Una scelta che dunque non graverà sulle tasche dei livornesi», evidenzia Salvetti.

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