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Resti umani ritrovati al Molo Novo: «Erano di un adulto»
Livorno, i medici legali analizzano il femore e le costole recuperati dai volontari durante la giornata di pulizia: «Possono essere rimasti a lungo in mare»
LIVORNO. Quelli ritrovati al Molo Novo sono ancora una volta «frammenti scheletrici umani». Verosimilmente, sulla base delle dimensioni presunte dalle immagini, «si tratta di un adulto. Impossibile esprimersi sul sesso. È evidente una marcata decalcificazione, che può essere la conseguenza della lunga permanenza in acqua marina. Non possiamo, pertanto, esprimerci in merito all’età». A dirlo sono i medici legale fiorentini Giuseppe Panichi (in servizio all’ex Asl di Grosseto) e Federica Formichetti, che per Il Tirreno hanno analizzato le foto dei resti (diversi pezzi di costole e un femore) trovati giovedì pomeriggio, il 29 agosto, durante la giornata di pulizia della spiaggetta del porto dai 52 volontari che hanno risposto all’appello delle associazioni Reset, I Pirati della plastica, Acchiapparifiuti e Sons of the Ocean.
«Purtroppo – proseguono i medici legali – non si possono dedurre ulteriori informazioni dall'esame meramente ispettivo (su fotografia). Indagini di laboratorio e genetiche possono sicuramente aprire nuovi orizzonti interpretativi». Proprio per questo motivo i resti umani, appena è partita la chiamata al 113, sono stati presi in consegna dagli agenti della Squadra volante della polizia di Stato e dai colleghi della scientifica giunti in zona su una motovedetta della guardia costiera in attesa di essere analizzati all’istituto di medicina legale dell’Università di Pisa.
Già lì, qualche settimana fa, era stata trovata una mandibola umana. È il gioco delle corrente, con ogni probabilità, a portare proprio al Molo Novo i resti ossei. La mandibola – sempre secondo i professionisti Panichi e l’odontoiatra Maria Teresa Linares – era di «un uomo fra i 30 e i 40 anni, con evidenti segni di parodontopatia». Anche in quel caso il ritrovamento era stato effettuato dalle quattro associazioni, che periodicamente organizzano grazie anche alla Labromare le giornata di pulizia delle spiaggette dell’area portuale, una delle quali è piena di plastica.
Nel corso delle ultime operazioni sono stati recuperati anche 60 sacchi neri pieni di polistirolo, lattine di metallo e bottiglie di plastica ed è stato dissotterrato un pezzo di nave in ferro e acciaio di un centinaio di chili, «che nei prossimi giorni verrà spezzato con una mola», avevano spiegato il fondatore de I Pirati della Plastica, Simone Guerrieri, e il responsabile di Reset, Pino Pera.
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