La protesta
Donna arrestata per maltrattamenti, il compagno: «Mi picchiava, ma voglio che torni da me»
Livorno, la 41enne è uscita dal carcere ma deve stare lontana dalla famiglia: «Quando si ubriaca fa così. Ho chiamato il 113 perché stava distruggendo tutto»
LIVORNO. «La mia compagna mi ha picchiato, ma solo dopo che si ubriacava. Purtroppo ultimamente stava accadendo sempre più spesso, visto che da tre anni sua mamma (gravemente malata) vive con noi e questo le crea una tensione incredibile. Ma la comprendo: stiamo lottando insieme con gli avvocati per farla tornare a vivere qui».
Non è assolutamente arrabbiato con la convivente, ma unito con lei nell’amore. Parla l’imprenditore livornese di 64 anni che giovedì 29 agosto – al culmine di una lite – si è dovuto allontanare da casa in attesa dell’arrivo della polizia di Stato, da lui avvertita, dopo che la compagna lituana di 41 anni lo stava per colpire con una spranga di ferro. Già nei giorni addietro si erano verificati episodi simili, con lui costretto ad andare al pronto soccorso. «Con quell’attrezzo – spiega l’uomo – mi ha distrutto la macchina. Sono stato costretto a chiamare il 113 perché non era più possibile andare avanti. Lei non ce l’ha con me, ma da quando si è data all’alcol diventa violenta. Perfino nostra figlia di sette anni quella sera ha provato a fermarla. Quando ho visto questa scena non ho potuto far altro che dare l’allarme alle forze dell’ordine».
Sabato sera – dopo la convalida dell’arresto – la donna è potuta uscire dal carcere femminile di Sollicciano, a Firenze. Ma per il momento non può tornare a casa con i suoi cari. «Il giudice ha temporaneamente disposto l’allontanamento da noi – prosegue il compagno – ma io spero che torni il prima possibile. So quali sono i suoi problemi e li risolveremo insieme. Tengo a precisare che non è vero che mi picchiava perché la tradivo. Non è vero: non l’ho mai fatto e lei non è gelosa. Si ubriacava come reazione alle condizioni di salute di sua madre. E purtroppo diventava violenta».
La quarantunenne era stata arrestata in flagranza di reato dalle volanti dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della polizia di Stato, guidate dal commissario capo Claudio Cappelli, per maltrattamenti in famiglia, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni pluriaggravate. All’arrivo degli agenti, fra l’altro, dopo essersi nascosta ne ha aggredito uno, costringendo alle cure del pronto soccorso, dal quale è stato dimesso con tre giorni di prognosi a causa dei graffi subìti.
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